Le evoluzioni dei metodi di ricerca permettono al giorno d’oggi di studiare le patologie e lo sviluppo del linguaggio in modo sempre più approfondito. Considerando che capacità di recupero e la plasticità cerebrale sono massime nei primi anni di vita dei bambini, individuare i marcatori di rischio precoci diventa sempre più importante ai fini della efficace prevenzione.

In particolare, questa considerazione interessa le abilità linguistiche dei piccoli, sulla base di recenti studi che affermano che la velocità di elaborazione degli stimoli acustici sarebbe strettamente legata al corretto sviluppo delle abilità linguistiche. Questo tratto assume un interesse maggiore se inserito in contesti familiari dove sono emersi Dsa e Dsl, quindi disturbi dell’apprendimento e disturbi del linguaggio specifici.

L’ambiente influisce sullo sviluppo del linguaggio infantile

Gli studi hanno suggerito che lo sviluppo del linguaggio infantile può essere inteso come un processo graduale di accrescimento delle competenze. Si tratta di competenze che abbracciano la sfera cognitiva, linguistica, emozionale, sociale e senso motoria, dove tutte queste aree sono strettamente connesse fra di loro. Il processo di sviluppo è sottoposto all’influenza dell’ambiente che circonda il bambino e interessa sicuramente il linguaggio.

Il linguaggio è la facoltà di comunicare riservata agli esseri umani per mezzo di di suoni articolati e di segni grafici. I bambini imparano a parlare nei primi tre anni di vita ma, fin dai primi mesi ,costruiscono le categorie fonemiche in un processo che si conclude entro il primo anno di vita.

In fase di sviluppo del linguaggio sono stati individuati quattro stadi:

– Lo stadio fonatorio: dalla nascita ai due mesi di età con produzione di suoni quasi vocali e i cosiddetti suoni vegetativi, come la tosse, gli starnuti, i rantolii;

– Lo stadio primitivo fonatorio: dal secondo al quarto mese di vita con produzione sequenziale di suoni quasi tutti vocalici;

– Lo stadio di espansione: dal quarto all’ottavo mese con serie più lunghe di sillabe, suoni vocalici e consonantici prolungati;

– Lo stadio canonico: dai cinque ai dodici mesi con i primi suoni simili a parole o proto-parole che assumono significato se inseriti in un determinato contesto.

Questi i primi cicli di sviluppo del linguaggio. Approfondiremo in seguito il tema delle cause dei disturbi specifici del linguaggio e dell’apprendimento, in un percorso di scoperta che può aiutare le persone interessate a comprendere la base scientifica di disturbi e problematiche relative al mondo dell’infanzia.