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	<title>DSA-BES Archivi - Instudio trissino</title>
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	<title>DSA-BES Archivi - Instudio trissino</title>
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		<title>Quando lo studente cambia, ma l’etichetta resta</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2026 16:14:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il rischio educativo di leggere i ragazzi attraverso difficoltà passate, sostegno scolastico e diagnosi Nel mondo della scuola e del supporto all’apprendimento capita spesso che una difficoltà osservata in un determinato momento finisca per definire lo studente anche negli anni successivi. Succede con ragazzi con difficoltà scolastiche, con studenti con DSA o BES, ma anche [&#8230;]</p>
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<h2 class="wp-block-heading">Il rischio educativo di leggere i ragazzi attraverso difficoltà passate, sostegno scolastico e diagnosi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel mondo della scuola e del supporto all’apprendimento capita spesso che <strong>una difficoltà osservata in un determinato momento finisca per definire lo studente anche negli anni successivi.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Succede con ragazzi con difficoltà scolastiche, con studenti con DSA o BES, ma anche con bambini che attraversano periodi di fragilità emotiva, familiare o relazionale. Una situazione temporanea rischia di trasformarsi in un’identità stabile nello sguardo degli adulti.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio qui che nasce uno dei rischi educativi più sottovalutati: <strong>continuare a leggere i ragazzi attraverso fotografie vecchie, senza accorgersi della loro evoluzione reale.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Quando una difficoltà diventa un’identità</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel lavoro educativo capita spesso di osservare una difficoltà e trasformarla, quasi senza accorgercene, in una definizione stabile dello studente. Un bambino mostra fragilità in un determinato momento della sua crescita e da quel momento rischia di essere letto sempre attraverso quella lente, anche quando nel frattempo è cambiato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo accade frequentemente già dalla scuola primaria. <strong>Alcuni studenti vengono identificati molto presto come <em>quelli da aiutare</em>, <em>quelli fragili</em>, <em>quelli con difficoltà</em>. </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Queste letture nascono da situazioni reali, bisogni concreti e difficoltà effettivamente presenti in quel momento del percorso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il problema nasce quando quello sguardo smette di evolversi insieme allo studente e quella fotografia iniziale continua a guidare le aspettative degli adulti anche anni dopo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il ragazzo che <em>aveva il sostegno</em></h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Penso a un caso incontrato nel mio lavoro nel supporto all’apprendimento.</strong> Un bambino aveva il sostegno alla scuola primaria non per difficoltà cognitive, ma per una situazione familiare particolarmente fragile. In quel contesto il supporto era corretto e utile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Con il passaggio alla scuola secondaria, però, il sostegno scolastico viene tolto perché non ci sono più le condizioni che lo rendevano necessario.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Formalmente qualcosa cambia.<br>Nella pratica molto meno.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Quel ragazzo continua a essere percepito come <em>lo studente che aveva il sostegno</em></strong>. Le aspettative nei suoi confronti restano più basse, gli viene lasciata meno autonomia, gli adulti tendono a intervenire prima ancora di capire se potrebbe riuscire da solo. Anche il gruppo classe finisce spesso per assegnargli implicitamente un ruolo preciso.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questi casi il rischio è che il ragazzo smetta gradualmente di essere osservato per ciò che è diventato e continui invece a essere letto attraverso una difficoltà passata.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Il problema non è l’etichetta. È quando non viene aggiornata.</h2>



<p class="wp-block-paragraph">I ragazzi, però, cambiano continuamente. Alcuni maturano rapidamente, altri trovano strategie efficaci di apprendimento, altri ancora crescono semplicemente perché cambia il contesto relazionale o emotivo intorno a loro.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’evoluzione degli studenti è spesso molto più veloce dell’aggiornamento dello sguardo adulto.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio qui che il lavoro educativo richiede attenzione e competenza. Osservare uno studente non significa confermare continuamente ciò che già pensiamo di sapere di lui. Significa verificare se quella lettura è ancora attuale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel tempo uno studente può cambiare profondamente il proprio modo di affrontare lo studio, le relazioni, la gestione delle difficoltà e il livello di autonomia. <strong>Ma se adulti, insegnanti o professionisti continuano a leggerlo attraverso categorie rigide, quel cambiamento rischia di non essere riconosciuto.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">La complessità di un intervento educativo davvero personalizzato</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Lavorare partendo da un’etichetta è spesso più semplice. Permette di costruire aspettative stabili, interventi prevedibili e modalità di gestione che cambiano poco nel tempo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Molto più complesso, invece, è continuare ad aggiornare lo sguardo educativo, osservare l’evoluzione reale dello studente e modificare progressivamente il proprio intervento in base ai cambiamenti che emergono.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo richiede attenzione, tempo, confronto professionale e soprattutto disponibilità a rimettere continuamente in discussione le proprie letture iniziali.</p>



<p class="wp-block-paragraph">A volte, senza accorgercene,<strong> il rischio è quello di attribuire le difficoltà esclusivamente allo studente</strong>, considerandole caratteristiche fisse e immutabili. In questo modo, però, anche il supporto scolastico rischia di diventare meno flessibile e meno capace di accompagnare l’evoluzione reale del ragazzo o della ragazza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Ed è proprio qui che entra in gioco la responsabilità del professionista dell’apprendimento e dell’educazione: non fermarsi alla fotografia iniziale, ma <strong>continuare a chiedersi chi quello studente possa diventare, quali risorse stia sviluppando e quali condizioni possano permettergli di esprimere il proprio reale potenziale.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Perché il compito educativo non è confermare un limite osservato in passato, ma creare le condizioni perché uno studente possa evolvere oltre quel limite.</strong></p>



<h2 class="wp-block-heading">Osservare lo studente oltre la diagnosi</h2>



<p class="wp-block-paragraph">Nel lavoro quotidiano del<strong><a href="https://www.instudiotrissino.it/metodo-instudio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Metodo InStudio </a></strong>questo aspetto è centrale. Non si parte solo dall’etichetta di una diagnosi, ma dall’osservazione concreta del funzionamento dello studente nel presente: <strong>un’osservazione che non è spontanea o occasionale, ma strutturata, accompagnata, monitorata e condivisa, così da trasformarsi in decisione educativa consapevole e tracciabile.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Due ragazzi con la stessa diagnosi possono avere bisogni molto diversi. Allo stesso modo, uno studente che in passato aveva bisogno di forte supporto può aver sviluppato competenze, strategie e autonomie che gli adulti non stanno più riconoscendo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando questo non accade,<strong> il rischio è che siano proprio gli adulti a rallentare involontariamente l’evoluzione del ragazzo. </strong>Aspettative troppo basse, aiuti anticipati, interventi automatici ed eccessivamente protettivi possono consolidare dipendenza e passività anche quando lo studente sarebbe pronto per affrontare livelli maggiori di autonomia.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Aggiornare lo sguardo educativo</h2>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il rischio educativo più grande nasce quando smettiamo di osservare realmente lo studente e iniziamo a leggerlo attraverso definizioni rigide.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ogni ragazzo evolve continuamente, spesso in modi imprevedibili e non lineari. </strong>Ridurre uno studente a una categoria, a una difficoltà o a un’immagine, a volte costruita anni prima, significa rischiare di non vedere più ciò che sta diventando.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Diagnosi, supporti e strumenti sono utili  e necessari ma non devono sostituire lo sguardo educativo. <strong>Nessuna definizione dovrebbe diventare più forte dell’osservazione reale del ragazzo nel presente.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>I ragazzi cambiano.<br>La domanda è se gli adulti siano disposti ad aggiornare il proprio sguardo con la stessa velocità.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Di questo si occupano i&nbsp;<a href="https://www.instudiotrissino.it/chi-siamo-instudio-trissino/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">professionisti di InStudio</a></strong>&nbsp;e se vuoi ricevere maggiori informazioni chiamaci</p>



<p class="wp-block-paragraph">al numero 339 4876813 o scrivici un messaggio<a href="https://www.instudiotrissino.it/contattaci/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;cliccando qui</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Scritto da</em>&nbsp;<strong>Daniela Ferrari &#8211; Tutor dell’Apprendimento – Formatrice &#8211; Autrice</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>Il paradosso educativo: noi apprenderemmo nel modo in cui insegniamo?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Dec 2025 14:02:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Non si può insegnare ciò che non si vive Non si può insegnare ciò di cui non si fa esperienza. afferma Daniela Lucangeli, richiamando gli adulti alla coerenza educativa: non possiamo chiedere agli studenti ciò che noi stessi non siamo capaci di vivere. È una frase che dovrebbe risuonare dentro ogni educatore, insegnante o tutor, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>Non si può insegnare ciò che non si vive</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>Non si può insegnare ciò di cui non si fa esperienza.</em></p>
</blockquote>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">afferma Daniela Lucangeli, richiamando gli adulti alla coerenza educativa: non possiamo chiedere agli studenti ciò che noi stessi non siamo capaci di vivere.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">È una frase che dovrebbe risuonare dentro ogni educatore, insegnante o tutor, perché nel mondo della scuola, e dell’apprendimento in generale, accade spesso il contrario. Chiediamo agli studenti competenze che noi stessi non possediamo o che fatichiamo a vivere nella nostra quotidianità professionale. Questa incoerenza non nasce da cattiva volontà, ma dall’abitudine a credere che insegnare significhi trasmettere, più che incarnare. Eppure, se vogliamo davvero accompagnare gli studenti nella crescita, dobbiamo riconoscere e comprendere i nostri processi.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>La contraddizione quotidiana dell’adulto educatore</strong></h3>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-small-font-size">Ci aspettiamo che gli studenti siano organizzati, mentre noi stessi non arriviamo puntuali.</li>



<li class="has-small-font-size">Pretendiamo che sappiano tollerare l’errore, mentre noi lo viviamo come una ferita o una minaccia alla nostra professionalità.</li>



<li class="has-small-font-size">Chiediamo flessibilità, mentre continuiamo a spiegare sempre nello stesso modo.</li>



<li class="has-small-font-size">Reclamiamo autonomia, mentre forniamo consegne rigide che rendono lo studente dipendente dall’adulto.</li>



<li class="has-small-font-size">Richiediamo di non usare strumenti compensativi, mentre noi adulti li utilizziamo continuamente nella vita quotidiana.</li>



<li class="has-small-font-size">Impediamo l’uso di strumenti digitali, spesso perché noi stessi non li conosciamo o non sappiamo integrarli nella didattica. </li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">E intanto l’apprendimento, come ricorda Lucangeli, può funzionare solo se la relazione educativa è autentica, credibile e vissuta in prima persona dall’adulto.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il grande non detto: </strong><strong>p</strong><strong>retendiamo che gli studenti imparino nell’unico modo in cui noi sappiamo spiegare</strong></h3>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">C’è un altro punto che raramente viene considerato: spesso pretendiamo che gli studenti apprendano nel modo in cui noi spieghiamo. Diamo per scontato che un modello lineare, basato sull’ascolto, la presa di appunti con l’aggiunta di qualche slide, valga per tutti e in ogni contesto. Ma se ci chiedessimo sinceramente se noi, al posto loro, riusciremmo ad apprendere così, la risposta nella maggior parte dei casi sarebbe no. Non perché siamo incapaci, ma perché ogni cervello apprende in modo unico, diverso da quello del collega accanto e diverso da quello di ogni studente che accompagniamo. Pensare che esista un unico modo efficace per tutti è un mito educativo che continua a generare frustrazione.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong><em>Il paradosso dei compensi: gli adulti ne dipendono, ma li vietano ai ragazzi</em></strong></h4>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">C’è una grande incoerenza che fatichiamo a vedere: noi adulti siamo costantemente compensati. Utilizziamo assistenti vocali come Alexa per ricordare impegni e scadenze, scriviamo con correttori grammaticali sempre attivi, cerchiamo informazioni in pochi secondi sullo smartphone, ci orientiamo con Google Maps senza memorizzare nulla, prendiamo decisioni supportati da calcolatrici, fogli Excel, reminder, note vocali, traduttori e intelligenze artificiali che semplificano testi, processi e informazioni. <strong>Viviamo in un mondo progettato per ridurre il carico cognitivo.</strong> Eppure chiediamo agli studenti di non usare strumenti compensativi in classe, come se la vita reale non fosse già piena di supporti.</p>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">È un paradosso profondo: <strong>non accettiamo le compensazioni quando sono necessarie agli studenti, perché le guardiamo come scorciatoie o escamotage</strong> e quindi chiediamo loro di calcolare a mente ciò che noi facciamo con la calcolatrice, di scrivere senza errori ciò che noi correggiamo digitalmente, di ricordare a memoria ciò che noi cerchiamo online, di concentrarsi senza supporti quando noi usiamo app per aiutare la nostra attenzione, di organizzarci senza strumenti quando noi viviamo grazie ai calendari digitali. Noi siamo immersi in un contesto in cui i compensi sono la normalità. Il punto non è togliere strumenti, ma insegnare a usarli in modo consapevole e strategico soprattutto quando necessare all’apprendimento degli studenti.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>Il <a href="https://www.instudiotrissino.it/metodo-instudio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Metodo InStudi</a>o: il metodo che si adatta allo studente, non viceversa</strong></h3>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Il Metodo InStudio nasce proprio da questa consapevolezza: <strong>non è lo studente che deve adattarsi al metodo, ma è il metodo che si adatta allo studente</strong>. È una rivoluzione silenziosa ma potentissima, perché ribalta la logica del <em>modo giusto di studiare</em>. Ogni studente apprende in un modo unico, e l’adulto ha la responsabilità di scoprirlo attraverso osservazione, ascolto, sperimentazione e adattamento. Ciò richiede coraggio e onestà professionale, perché educare significa spesso disimparare ciò che ci rende rigidi e aprirsi alla possibilità che strategie nuove possano funzionare meglio.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong><em>L’adulto come modello: la coerenza educativa come fondamento</em></strong></h4>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">Gli studenti imparano molto più da ciò che osservano che da ciò che ascoltano. Se un adulto accoglie l’errore, anche lo studente si sentirà libero di farlo. Se un adulto mostra flessibilità, anche lo studente imparerà ad adattarsi. Se un adulto si ferma, respira, si emoziona e riparte, lo studente comprende che l’apprendimento non è una gara, ma un processo vivo. Quando invece viene predicato un ideale che non è praticato, nasce una distanza educativa in cui la fiducia si incrina e l’apprendimento si indebolisce.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong><em>Cosa chiediamo agli studenti, e cosa chiediamo a noi stessi</em></strong></h4>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph"><strong>Prima di chiedere organizzazione, autonomia, resilienza, calma, attenzione, motivazione o flessibilità dovremmo chiederci se possediamo almeno in parte ciò che richiediamo.</strong> Se stiamo modellando il comportamento che vorremmo vedere negli studenti. Se stiamo costruendo un ambiente che rispecchia ciò che diciamo. Riconoscere che la risposta è <em>non ancora </em>non è un fallimento, ma l’inizio di un apprendimento nuovo: quello dell’adulto che si apre alla coerenza educativa.</p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>L’educazione come incontro umano</strong></h3>



<p class="has-small-font-size wp-block-paragraph">L’educazione non è un atto unilaterale né una semplice trasmissione di tecniche. È un incontro. Richiede presenza, vulnerabilità, ascolto e coerenza. <strong>Richiede adulti disposti a imparare quanto gli studenti, ad adattarsi quanto gli studenti, a sbagliare quanto gli studenti.</strong> Gli studenti crescono quando cresciamo noi, diventano autonomi quando impariamo a lasciare spazio, imparano davvero quando l’adulto è disposto a farlo per primo. Come ricorda Lucangeli, non possiamo insegnare ciò di cui non facciamo esperienza. Ma possiamo scegliere, ogni giorno, di farne esperienza insieme ai nostri studenti e costruire, passo dopo passo, una scuola e un apprendimento più umano, più inclusivo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Di questo si occupano i professionisti di InStudio</strong>&nbsp;e se vuoi ricevere maggiori informazioni chiamaci</p>



<p class="wp-block-paragraph">al numero 339 4876813 o scrivici un messaggio<a href="https://www.instudiotrissino.it/contattaci/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;cliccando qui</a></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Scritto da</em>&nbsp;<strong>Daniela Ferrari – Founder, Tutor dell’Apprendimento – DSA-BES e ADHD Specialist.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
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		<title>ChatGPT e didattica: escluderla o integrarla? Ecco come la mettiamo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 09:05:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ChatGPT è già nei dispositivi degli studenti. Ha senso ignorarla? Noi pensiamo di no. In questo articolo ti raccontiamo come l’intelligenza artificiale può diventare alleata dell’apprendimento – se guidata con criterio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.instudiotrissino.it/chatgpt-e-didattica-escluderla-o-integrarla-ecco-come-la-mettiamo/">ChatGPT e didattica: escluderla o integrarla? Ecco come la mettiamo</a> proviene da <a href="https://www.instudiotrissino.it">Instudio trissino</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">È inevitabile: molti studenti oggi usano ChatGPT, sia per chiarire concetti, sia per organizzare lo studio o completare compiti.<strong> La domanda essenziale non è se usarla, ma come</strong>. Escluderla a priori significa ignorare ciò che già accade sui dispositivi scolastici.</p>



<p class="has-large-font-size wp-block-paragraph"><strong>Includerla con consapevolezza</strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">A InStudio Trissino crediamo che ChatGPT, se inserito con intelligenza pedagogica, possa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size"> favorire la comprensione approfondita;</li>



<li class="has-medium-font-size"> sostenere l’autonomia e la motivazione;</li>



<li class="has-medium-font-size"> diventare alleato di chi ha DSA o ADHD.</li>
</ul>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L’importante è guidare gli studenti al suo uso etico, responsabile e riflessivo,<strong> non lasciare il tutto al caso</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><br><strong>Nel nostro centro non solo usiamo strumenti come ChatGPT: ci stiamo anche formando e aggiornando costantemente sull’intelligenza artificiale applicata alla didattica. Per noi, la tecnologia va compresa prima ancora che utilizzata.</strong></p>



<p class="has-large-font-size wp-block-paragraph"><strong>Perché molte scuole sbagliano</strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Troppo spesso ChatGPT viene vissuto come un avversario da combattere, invece di un’opportunità da integrare. Le indicazioni più diffuse sono ancora di divieto o blocco, senza offrire formazione o guide per comprenderla. Eppure, secondo recenti dati USA,<strong> oltre il 60% degli insegnanti usa strumenti IA</strong> per pianificare lezioni e ridurre il carico amministrativo.</p>



<p class="has-large-font-size wp-block-paragraph"><strong>InStudio Trissino: l’approccio concreto</strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">Nel nostro centro:<br>&#8211; integriamo strumenti come ChatGPT nella didattica quotidiana;<br>&#8211; costruiamo percorsi personalizzati con tutor esperti;<br>&#8211; aiutiamo ogni studente a capire quando e come usare l’IA, senza abusarne.</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>Lo scopo non è sostituire, ma potenziare:</strong> l’IA diventa supporto per l’organizzazione, l’elaborazione personale e il pensiero critico.</p>



<p class="has-large-font-size wp-block-paragraph"><strong>Vantaggi e accorgimenti</strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>📈 Vantaggi</strong> dell’integrazione con intelligenza artificiale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size"><strong>apprendimento personalizzato</strong>, su misura dello stile e tempi di ciascuno <a href="https://blog.edises.it/intelligenza-artificiale-didattica-inclusiva-98756?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">blog.edises.it</a>;</li>



<li class="has-medium-font-size">automazione di processi ripetitivi (mappe, schemi, piani di studio);</li>
</ul>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><strong>⚠️ Limiti da considerare</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size">rischio di <strong>dipendenza o riduzione del pensiero autonomo</strong> (come evidenziato da studi MIT) <a href="https://www.washingtonpost.com/health/2025/06/29/chatgpt-ai-brain-impact/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">washingtonpost;</a></li>



<li class="has-medium-font-size">necessità di preservare la <strong>relazione autentica tra tutor e studente</strong> con empatia e supervisione umana</li>
</ul>



<p class="has-large-font-size wp-block-paragraph"><strong>Uno sguardo al futuro</strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">L’IA non è più un concetto astratto: è già sullo smartphone o nel PC di molti studenti. <strong>Il compito educativo oggi è insegnare a convivere con responsabilità: discernendo, dialogando, restando umani.</strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph">A InStudio vogliamo costruire questo futuro accanto a te: percorsi consapevoli, creativi e in sintonia con le tecnologie reali.</p>



<p class="has-old-lavender-color has-text-color has-medium-font-size wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><em><strong>Hai dubbi su come tuo figlio usa l’IA? Vuoi capire come integrarla nello studio?</strong></em></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph"><br>Contattaci al numero <strong>339 4876 813</strong> o <strong>&nbsp;<a href="https://www.instudiotrissino.it/contattaci/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scrivici </a></strong><a href="https://www.instudiotrissino.it/contattaci/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un messaggio impiegando il form che trovi cliccando su questa pagina.</a> o vieni a trovarci: insieme possiamo costruire un percorso educativo contemporaneo, concreto e attento alle persone.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Scritto da</em> <strong>Daniela Ferrari – Founder, Tutor dell’Apprendimento – DSA-BES e ADHD Specialist.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.instudiotrissino.it/chatgpt-e-didattica-escluderla-o-integrarla-ecco-come-la-mettiamo/">ChatGPT e didattica: escluderla o integrarla? Ecco come la mettiamo</a> proviene da <a href="https://www.instudiotrissino.it">Instudio trissino</a>.</p>
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		<title>IA nell&#8217;Apprendimento: Il Futuro È Qui e Ora</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Aug 2024 11:20:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mi sono iscritta a un corso sull&#8217;Intelligenza Artificiale (IA) e mi hanno dato della visionaria. Chi può negare che saper usare l’IA al meglio diventerà la competenza chiave per restare sempre un passo avanti? Infatti, l&#8217;IA sta già rivoluzionando il modo in cui apprendiamo, rendendosi un alleato prezioso per studenti e insegnanti. In questo articolo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.instudiotrissino.it/ia-nellapprendimento-il-futuro-e-qui-e-ora/">IA nell&#8217;Apprendimento: Il Futuro È Qui e Ora</a> proviene da <a href="https://www.instudiotrissino.it">Instudio trissino</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<h3 class="wp-block-heading"></h3>



<p class="wp-block-paragraph">Mi sono iscritta a un corso sull&#8217;Intelligenza Artificiale (IA) e mi hanno dato della visionaria.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Chi può negare che saper usare l’IA al meglio diventerà la competenza chiave per restare sempre un passo avanti? Infatti, <strong>l&#8217;IA sta già rivoluzionando il modo in cui apprendiamo</strong>, rendendosi un alleato prezioso per studenti e insegnanti. In questo articolo, esploreremo come l&#8217;IA sta trasformando l&#8217;istruzione, migliorando l&#8217;efficienza, la personalizzazione e l&#8217;accessibilità dell&#8217;apprendimento.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è l&#8217;Intelligenza Artificiale e Come Si Applica allo Studio?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;Intelligenza Artificiale si riferisce alla capacità delle macchine di eseguire compiti che normalmente richiedono l&#8217;intelligenza umana, come il riconoscimento del linguaggio e la risoluzione dei problemi. Applicata allo studio, l&#8217;IA può diventare un potente strumento per la personalizzazione del percorso educativo, l&#8217;accesso semplificato al sapere e l&#8217;automazione di attività ripetitive.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I Vantaggi dell&#8217;IA nell&#8217;Apprendimento</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Personalizzazione del Percorso di Studio</strong> </em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Finalmente, ogni individuo potrà personalizzare il proprio metodo di apprendimento in modo autonomo, grazie all&#8217;IA. Questo strumento, non rigido, si adatta alle caratteristiche personali di ciascuno senza bisogno di spiegazioni dettagliate; l&#8217;adattamento avviene semplicemente interagendo.<strong> L&#8217;IA diventa così uno strumento compensativo invisibile, che compensa senza dare nell&#8217;occhio, rendendo tutti uguali nelle opportunità di apprendimento pur mantenendo le nostre unicità e differenze.</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph"><em><strong>Accesso Facilitato al Sapere</strong> </em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Strumenti come <a href="https://www.openai.com/chatgpt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ChatGPT</a> offrono risposte in tempo reale su una vasta gamma di argomenti, rendendo l&#8217;apprendimento accessibile ovunque e in qualsiasi momento. Altri strumenti generano flashcard e riassunti automatici, rendendo la revisione dei concetti chiave più semplice ed efficace. Gli studenti di tutto il mondo possono accedere a risorse educative di alta qualità, rendendo l&#8217;istruzione più democratica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Miglioramento della Produttività</em></strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">L&#8217;IA automatizza compiti ripetitivi, come la trascrizione delle note e la generazione di riassunti, permettendo agli studenti di concentrarsi su attività più importanti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>Supporto per l&#8217;Inclusione</em></strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Strumenti basati su IA supportano studenti con difficoltà di lettura, come la <a href="https://www.instudiotrissino.it/disturbi-specifici-dellapprendimento-guida-completa/" data-type="link" data-id="https://www.instudiotrissino.it/disturbi-specifici-dellapprendimento-guida-completa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dislessia, </a>migliorando la comprensione attraverso la lettura ad alta voce e l&#8217;evidenziazione del testo. L&#8217;IA può inoltre tradurre contenuti in tempo reale, aumentando l&#8217;accessibilità dell&#8217;istruzione per tutti. </p>



<ol class="wp-block-list">
<li></li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading">Le Sfide e le Considerazioni Etiche</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Nonostante i numerosi vantaggi, l&#8217;IA solleva anche questioni etiche. La dipendenza eccessiva da questi strumenti può ridurre la capacità critica degli studenti, mentre i bias presenti nei dati utilizzati per addestrare l&#8217;IA possono portare a disuguaglianze. <strong><a href="https://www.orizzontescuola.it/lintelligenza-artificiale-rivoluziona-la-valutazione-dellapprendimento-sfide-e-prospettive-il-punto-di-vista-di-ricci-invalsi/" data-type="link" data-id="https://www.orizzontescuola.it/lintelligenza-artificiale-rivoluziona-la-valutazione-dellapprendimento-sfide-e-prospettive-il-punto-di-vista-di-ricci-invalsi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Roberto Ricci, presidente dell’INVALSI</a></strong>, avverte: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p class="wp-block-paragraph"><em>L’introduzione dell’IA nella valutazione dell’apprendimento comporta delle sfide significative, tra cui quella di evitare di amplificare le differenze tra gli studenti</em>.</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Come Usare Correttamente l&#8217;Intelligenza Artificiale nello Studio?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">Per sfruttare al meglio l&#8217;IA, è essenziale comprenderne il funzionamento, i limiti e le applicazioni etiche. <strong>L&#8217;IA dovrebbe essere vista come un complemento all&#8217;educazione tradizionale, non un sostituto.</strong> L&#8217;apprendimento delle basi dell&#8217;IA non solo migliorerà le capacità di studio, ma assicurerà anche un uso consapevole e informato della tecnologia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">InStudio: Come Possiamo Essere di Supporto?</h3>



<p class="wp-block-paragraph">InStudio si impegna a supportare studenti e professionisti nell&#8217;utilizzo efficace e consapevole dell&#8217;Intelligenza Artificiale per l&#8217;apprendimento. Ti supportiamo nel comprendere come questa tecnologia può essere utilizzata efficacemente nel tuo percorso di studio.  </p>



<p class="wp-block-paragraph">Crediamo che l&#8217;IA possa davvero democratizzare l&#8217;accesso all&#8217;istruzione, e siamo qui per guidarti in questo viaggio, assicurandoci che tu possa utilizzare questi strumenti in modo etico e produttivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusione</h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L&#8217;Intelligenza Artificiale rappresenta una delle innovazioni più significative nel campo dell&#8217;istruzione. Tuttavia, per sfruttarne appieno il potenziale, è fondamentale un approccio educativo che valorizzi anche le competenze umane, </strong>come il pensiero critico e la creatività. Infine, ricordiamo che <strong>l&#8217;IA è uno strumento potente, per sfruttarlo al meglio è fondamentale conoscerne l&#8217;utilizzo e le applicazioni. </strong>Solo così sarà possibile integrarla in modo efficace nel proprio percorso di studio e carriera. </p>



<p class="wp-block-paragraph">InStudio è al tuo fianco per aiutarti a navigare nel mondo dell&#8217;IA e a sfruttarne tutte le potenzialità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Ti invitiamo a contattarci</strong>&nbsp;per ricevere informazioni sui nostri servizi al numero 339 4876 813 o a&nbsp;<a href="https://www.instudiotrissino.it/contattaci/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scriverci un messaggio impiegando il form che trovi cliccando su questa pagina</a></p>
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		<title>Gli Strumenti Compensativi Per i DSA: Un Valido Supporto, Ma Non Sufficienti.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 Dec 2023 13:05:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli strumenti compensativi per chi ha una Dislessia o altri DSA sono un valido e necessario supporto, ma non sufficienti senza un metodo di studio personalizzato. In un mondo in cui l&#8217;istruzione rappresenta una chiave per il successo è fondamentale assicurare che gli studenti con DSA abbiano le risorse necessarie per raggiungere i propri obiettivi. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.instudiotrissino.it/gli-strumenti-compensativi-per-i-dsa-un-valido-supporto-ma-non-sufficienti/">Gli Strumenti Compensativi Per i DSA: Un Valido Supporto, Ma Non Sufficienti.</a> proviene da <a href="https://www.instudiotrissino.it">Instudio trissino</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h4 align="left"><em><strong>Gli strumenti compensativi per chi ha una Dislessia o altri DSA sono un valido e necessario supporto, ma non sufficienti senza un metodo di studio personalizzato.</strong></em></h4>
<p align="left">In un mondo in cui l&#8217;istruzione rappresenta una chiave per il successo <strong>è fondamentale assicurare che gli studenti con<a target="_blank" href="http://www.instudiotrissino.it/disturbi-specifici-dellapprendimento-guida-completa/" rel="noopener"> DSA</a> abbiano le risorse necessarie per raggiungere i propri obiettivi</strong>. Gli strumenti compensativi svolgono un ruolo cruciale nell&#8217;abbattere le barriere legate all&#8217;apprendimento, ma sono solo uno dei tasselli di un puzzle più ampio.</p>
<p align="left">Un metodo di studio personalizzato fornisce agli studenti con DSA un piano su misura, consentendo loro di sviluppare competenze di studio, motivazione e fiducia. <strong>Questa combinazione di strumenti e supporto personalizzato apre la strada verso un apprendimento efficace e all&#8217;auto-realizzazione per tutti gli studenti</strong>, indipendentemente dalle sfide che possono incontrare lungo il percorso educativo.</p>
<h4 align="left"><em>Ma cosa sono gli strumenti compensativi per i DSA?</em></h4>
<p>Gli strumenti compensativi sono risorse, tecniche o tecnologie progettate per aiutare gli studenti con DSA a superare le barriere che possono interferire con il loro apprendimento. Questi strumenti includono lettori di schermo, sintetizzatori vocali, programmi di correzione automatica, registrazioni audio, calcolatrice, e molto altro. L&#8217;obiettivo principale di questi strumenti è quello di rendere il contenuto scolastico accessibile  consentendo loro di <strong>apprendere in modo più efficace e autonomo.</strong></p>
<h4 align="left"><strong><em>Autonomia</em> è la parola d’ordine nel <a target="_blank" href="http://www.instudiotrissino.it/sistema-di-apprendimento-instudio/" rel="noopener">Centro InStudio</a>.</strong></h4>
<blockquote>
<p align="left">L’autonomia è necessaria affinché ogni ragazzo sviluppi la consapevolezza di riconoscere ciò che in quel momento sta facendo. Nella pratica un ragazzo quando è autonomo nel fare i compiti e nello studio è partecipe del suo apprendimento, ne diviene consapevole e la crescita, anche identitaria, ne potrà trarre solo benefici. E’ fondamentale quindi raggiungere l’autonomia nella gestione dello studio e dei compiti scolastici.</p>
</blockquote>
<h4><em>Nella pratica cosa vuol dire essere autonomi?</em></h4>
<ol>
<li><em><strong>Auto-motivazione</strong></em>: Gli studenti autonomi sono spesso<strong> più motivati</strong> a studiare e apprendere, poiché hanno un senso di controllo sul proprio apprendimento. Questo li porta a essere <strong>più impegnati e concentrati sulle attività di studio</strong>.</li>
<li><em><strong>Flessibilità</strong></em>: L&#8217;autonomia permette agli studenti di adattare il loro processo di apprendimento alle proprie esigenze. Possono concentrarsi su ciò che è più rilevante per loro, esplorare argomenti di interesse personale e <strong>trovare strategie di studio che funzionino meglio per la loro situazione.</strong></li>
<li><em><strong>Preparazione per la vita adulta</strong></em>: L&#8217;autonomia nello studio prepara gli studenti per la vita adulta, in cui spesso sono responsabili delle proprie decisioni e obblighi. Imparare a gestire il proprio apprendimento li <strong>rende più autosufficienti e in grado di affrontare sfide in vari contesti.</strong></li>
<li><em><strong>Adattamento alle nuove tecnologie</strong></em>: Nell&#8217;era digitale, l&#8217;autonomia nello studio è essenziale per sfruttare appieno le risorse online e le tecnologie educative. Gli studenti autonomi <strong>sono in grado di navigare in modo critico in un mondo di informazioni digitali.</strong></li>
<li><em><strong>Crescita personale</strong></em>: L&#8217;autonomia favorisce la crescita personale. Gli studenti i<strong>mparano a superare le sfide, a perseguire i propri obiettivi e a costruire fiducia in se stessi.</strong> Questa crescita personale è un elemento cruciale per il successo a lungo termine.</li>
<li><em><strong>Riduzione dello stress:</strong></em> Gli studenti che sanno come gestire il proprio apprendimento in modo autonomo <strong>tendono a sperimentare meno stress legato agli studi</strong>. Possono pianificare i compiti in anticipo, evitare la procrastinazione e affrontare le sfide con maggiore sicurezza.</li>
</ol>
<p>Quindi l&#8217;autonomia nello studio è importante perché offre agli studenti una base solida per il loro apprendimento, la loro crescita personale e il loro successo futuro. <strong>Pertanto, incoraggiare l&#8217;autonomia nello studio dovrebbe essere un obiettivo educativo prioritario.</strong></p>
<h4><em>Chi ha dei DSA può essere autonomo?</em></h4>
<p><strong>Chi ha dei DSA deve avere come obiettivo l&#8217;autonomia!</strong></p>
<p>Ecco perché, insieme agli  strumenti compensativi che agevolano l&#8217;accesso al contenuto, è essenziale che gli studenti acquisiscano competenze di studio. Un metodo di studio personalizzato può insegnare loro abilità cruciali.</p>
<p><strong>Non basta dare a uno studente lo strumento compensativo, è necessario insegnarne l&#8217;uso applicato allo studio. </strong></p>
<p>Gli studenti con un metodo di studio costruito su misura si sentono più sicuri delle proprie capacità e più motivati nell&#8217;affrontare le sfide dell&#8217;apprendimento. Questo è <strong>fondamentale per prevenire demotivazione e disimpegno.</strong></p>
<p>Ogni studente con DSA è un individuo unico, con sfide e abilità specifiche. Un metodo di studio personalizzato tiene conto di queste differenze e offre strategie di apprendimento su misura per le esigenze di ciascuno.</p>
<p>Un metodo di studio, anche se personalizzato, può essere regolarmente valutato e adattato per soddisfare le esigenze mutevoli degli studenti al fine di garantire che il piano di studio sia sempre efficace.</p>
<p>In conclusione, gli strumenti compensativi sono un supporto prezioso per gli studenti con DSA, ma non sono sufficienti da soli. <strong>Un metodo di studio personalizzato è essenziale per massimizzare il potenziale di questi studenti, consentendo loro di sviluppare abilità di apprendimento, motivazione e fiducia necessarie per il successo.</strong></p>
<p>Collaborando insieme, possiamo garantire che ogni studente con DSA abbia accesso a un&#8217;istruzione di qualità e alle risorse necessarie per realizzare il proprio potenziale.</p>
<p><span lang="it-IT">InStudio è </span><a target="_blank" href="http://www.instudiotrissino.it/centro-dsa-in-veneto/" rel="noopener"><span lang="it-IT">centro DSA specializzato in Veneto</span></a><span lang="it-IT">, <strong>ti invitiamo a contattarci</strong> per ricevere informazioni sui nostri servizi al numero 339 4876 813 o a </span><a target="_blank" href="http://www.instudiotrissino.it/contattaci/" rel="noopener"><span lang="it-IT">scriverci un messaggio impiegando il form che trovi cliccando su questa pagina.</span></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.instudiotrissino.it/gli-strumenti-compensativi-per-i-dsa-un-valido-supporto-ma-non-sufficienti/">Gli Strumenti Compensativi Per i DSA: Un Valido Supporto, Ma Non Sufficienti.</a> proviene da <a href="https://www.instudiotrissino.it">Instudio trissino</a>.</p>
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		<title>DSA e BES &#8211; E&#8217; Tempo di PDP</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Nov 2022 09:06:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo a novembre, periodo in cui i genitori di alunni con DSA o BES vengono contattati dal coordinatore di classe per la firma del PDP. Gli atteggiamenti dei genitori a riguardo possono essere: Ascoltano ciò che viene detto e firmano anche se consapevoli di non avere ben compreso a cosa serva questo documento chiamato PDP; [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.instudiotrissino.it/dsa-e-bes-e-tempo-di-pdp/">DSA e BES &#8211; E&#8217; Tempo di PDP</a> proviene da <a href="https://www.instudiotrissino.it">Instudio trissino</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="left">Siamo a novembre, periodo in cui i genitori di alunni con DSA o BES vengono contattati dal coordinatore di classe per la<strong> firma del PDP.</strong></p>
<p align="left"><strong><em>Gli atteggiamenti dei genitori a riguardo possono essere:</em></strong></p>
<ul>
<li>Ascoltano ciò che viene detto e firmano anche se consapevoli di non avere ben compreso a cosa serva questo documento chiamato PDP;</li>
<li>A volte mettono la firma dopo che l’insegnante dice: ‘non si preoccupi è uguale a quello dell’anno scorso’;</li>
<li>Altre volte ascoltano e chiedono di poterlo portare a casa per visionarlo con calma;</li>
<li>Poi ci sono genitori che dopo aver ascoltato chiedono di poterlo portare a casa per visionarlo e chiedere supporto a specialisti in DSA e BES per avere una consulenza riguardo la corretta stesura del PDP.</li>
</ul>
<h4 align="left"><em>Ma cosa è il PDP?</em></h4>
<blockquote>
<p align="left">Il PDP è un “contratto” condiviso fra Docenti, Istituzione Scolastiche, Istituzioni Socio-Sanitarie e Famiglia per individuare e organizzare un percorso personalizzato, nel quale devono essere definiti tutti i supporti e le strategie che possono portare alla realizzazione del successo scolastico degli alunni DSA e BES.</p>
</blockquote>
<h4 align="left"><strong>La legge </strong></h4>
<p align="left">La <a href="https://www.istruzione.it/esame_di_stato/Primo_Ciclo/normativa/allegati/legge170_10.pdf" target="_blank" rel="noopener">legge 170/2010</a> indica che gli studenti con DSA o altri Bisogni Educativi Speciali possono beneficiare di misure educative e didattiche di supporto, di una didattica individualizzata e personalizzata, progettata tenendo conto delle difficoltà e dei punti di forza del singolo alunno, che rispetti il suo modo di imparare e garantisca il suo diritto allo studio e all’apprendimento.</p>
<p align="left">Il<a href="https://www.istruzione.it/esame_di_stato/Primo_Ciclo/normativa/allegati/prot5669_11.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em> Decreto Ministeriale 5669 del 2011</em> </a>stabilisce che la scuola garantisce gli interventi per gli studenti con DSA “anche attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato, con l’indicazione degli strumenti compensativi e delle misure dispensative adottate”.</p>
<h4 align="left"><em>Chi ha un PDP?</em></h4>
<p align="left">Il PDP viene predisposto per tutti gli studenti con <a href="http://www.instudiotrissino.it/centro-dsa-in-veneto/" target="_blank" rel="noopener">certificazione DSA e per gli studenti con BES.</a></p>
<p align="left"><strong>Nei DSA</strong> (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) rientrano gli studenti con certificazione di disturbi quali <strong>la dislessia, la disortografia, la discalculia e la disgrafia.</strong></p>
<p align="left"><strong>Nei BES</strong> (Bisogni Educativi Speciali) rientrano <strong>studenti che hanno bisogno di particolari attenzioni per affrontare il percorso scolastico</strong> e formativo al meglio per riscontrate<strong> difficoltà da parte degli insegnanti</strong>, o perché c’è una <strong>diagnosi</strong> attestante disturbi/difficoltà, o per <strong>fattori socio-economici, linguistici e culturali</strong> o nel caso di<strong> bambini ad alto potenziale intellettivo (Gifted children).</strong></p>
<h4 align="left"><em>Chi fa il PDP?</em></h4>
<p align="left">A redigere il PDP è il <strong>consiglio di classe</strong> dello studente che ha ricevuto una certificazione di DSA o che rientra nei BES.</p>
<p align="left">Anche la famiglia e gli esperti esterni sono coinvolti nella redazione del PDP per fornire tutte le informazioni e gli elementi necessarie a renderlo più completo e utile possibile.</p>
<p align="left"><strong>Hanno un ruolo importante nella redazione del PDP tutte le figure che operano con lo studente e quindi lo conoscono</strong> (clinico privato, pedagogista, tecnico dell’apprendimento, operatore di doposcuola…) essi possono avere delle informazioni rilevanti sulle fragilità nell’apprendimento e sui punti di forza dello studente.</p>
<h4 align="left"><em>Cosa possono fare i familiari?</em></h4>
<p align="left">Possono chiedere il PDP in visione il tempo necessario per studiarlo e sottoporlo agli specialisti di fiducia per poi firmarlo.</p>
<h4 align="left"><em>Ogni quanto viene fatto il PDP?</em></h4>
<p align="left"><strong>Il PDP viene fatto ogni anno</strong> e, cosa importante,<strong> può essere modificato in qualsiasi momento</strong>. Quindi nel corso dell’anno scolastico, gli insegnanti e le famiglie possono rivedere e modificare il PDP per adeguarlo alle necessità dello studente, tenendo conto dei suoi miglioramenti e scegliendo di volta in volta la strategia e gli strumenti più adatti a lui.</p>
<p align="left"><em>Ecco cosa riportano <strong>Giuseppe e Pietro Cipolla</strong> ideatori di <a href="https://www.dsastudymaps.it/" target="_blank" rel="noopener">DSAStudyMaps</a> gruppo con il quale <a href="http://www.instudiotrissino.it/" target="_blank" rel="noopener">InStudio</a> è orgoglioso di collaborare</em>:</p>
<blockquote>
<p align="left">1) porta a casa il PDP e fallo leggere a un professionista.</p>
<p align="left">2) controlla anche tu che ci siano tutte le misure compensative e dispensative di cui hai bisogno.</p>
<p align="left">3) non temere di aggiungere o togliere, il PDP è uno strumento che serve per includere lo studente DSA nel sistema scolastico.</p>
<p align="left">4) fai sempre rispettare il PDP, quando non viene rispettato manda una mail al coordinatore di classe, alla responsabile DSA della scuola, al professore.</p>
</blockquote>
<p align="left">Il PDP quindi è uno strumento importante perché <strong>serve a personalizzare gli insegnamenti</strong>, serve a far si che gli insegnanti utilizzino strategie e strumenti tali da <strong>garantire a tutti gli studenti la possibilità di apprendere ognuno con il proprio stile.</strong></p>
<h5 align="left"><em>Il PDP serve a valorizzare gli stili di apprendimento individuali e al contempo incoraggia la responsabilità educativa.</em></h5>
<p align="left">Le recenti <a href="https://snlg.iss.it/wp-content/uploads/2022/03/LG-389-AIP_DSA.pdf" target="_blank" rel="noopener">Linee Guida 2022 del ISS</a> richiedono ai clinici che effettuano le diagnosi di fare diagnosi più precise e dettagliate, quindi non solo devono essere riportate le abilità di lettura, scrittura e calcolo ma devono anche tracciare in modo accurato il profilo funzionale per predisporre PDP più efficaci e personalizzati.</p>
<p align="left">Il PDP quindi è uno strumento importante per i genitori ma <strong>soprattutto per i ragazzi direttamente interessati che insieme agli insegnanti possono condividere le metodologie e gli strumenti utilizzati durante il percorso scolastico.</strong></p>
<p align="left">Ciò che è importante è la consapevolezza che<strong> le difficoltà e i disturbi dell’apprendimento sono evolutivi e il profilo funzionale è diverso per ogni studente, per questo le strategie e gli strumenti per l’apprendimento sono personali e cambiano nel tempo</strong>,<strong> ecco perchè un PDP non può essere copia/incolla di quello dell’anno precedente o peggio ancora non può essere copia/incolla di quello di uno studente con difficoltà simili.</strong></p>
<h5 align="left"><strong>Ricordiamo che PDP sta per Piano Didattico Personalizzato </strong></h5>
<h4 align="left"><em>Ma cosa vuol dire Personalizzato?</em></h4>
<p align="left">Ce lo dice <a href="https://www.orizzontescuola.it/percorsi-personalizzati-e-individualizzati-e-didattica-attiva/" target="_blank" rel="noopener">Orizzonte Scuola:</a></p>
<blockquote>
<p align="left">La personalizzazione è una strategia didattica che mira a valorizzare i talenti dei singoli alunni, fino alle eccellenze, senza prevedere necessariamente obiettivi da raggiungere: ognuno raggiunge il “proprio” obiettivo personale, in base alle proprie potenzialità. Il compito del docente in questo caso è quello di ricercare le potenzialità di ciascuno, le aree di eccellenza e progettare attività personalizzate affinché ciascuno possa raggiungere il massimo obiettivo possibile dettato dalle proprie peculiarità.  Si tratta di far emergere quelle che sono le risorse intime di ciascun studente, valorizzare lo stile cognitivo e lo stile di apprendimento inserendolo in un setting didattico che valorizza la persona insieme ai suoi talenti. Insomma, da un punto di vista didattico, “personalizzare” significa educere, far partorire quella meravigliosa “forma” (ancora in potenza) che rispecchia la specifica intelligenza o intelligenze di cui tutti gli allievi sono diversamente portatori.</p>
</blockquote>
<p align="left">Quindi avere un PDP significa che l’insegnante sa cosa serve a quello specifico studente affinchè possa dare il meglio di se e possa essere sempre messo nelle condizioni di poter dimostrare quello che sa.</p>
<p align="left">Inoltre avere un PDP significa poter far leva su di esso qualora non vengano rispettate le modalità, gli strumenti e le strategie stabilite in concerto tra insegnanti, genitori e studenti.</p>
<p align="left"><span lang="it-IT">InStudio è </span><a href="http://www.instudiotrissino.it/centro-dsa-in-veneto/" target="_blank" rel="noopener"><span lang="it-IT">centro DSA specializzato in Veneto</span></a><span lang="it-IT">, <strong>ti invitiamo a contattarci</strong> per ricevere informazioni sui nostri servizi al numero 339 4876 813 o a </span><a href="http://www.instudiotrissino.it/contattaci/" target="_blank" rel="noopener"><span lang="it-IT">scriverci un messaggio impiegando il form che trovi cliccando su questa pagina.</span></a></p>
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		<title>Strumenti Compensativi a Gogò</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2022 16:20:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Perché gli Strumenti Compensativi vengono considerati come una concessione data agli studenti? Prova oggi a usare un telefono degli anni novanta e capirai il senso degli strumenti compensativi. Niente messaggi vocali su whatsapp, niente correttore automatico, niente suggerimenti di parole, niente calcolatrice sempre a disposizione, niente orologio digitale in vista, niente sveglia, niente navigatore, niente. Non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Perché</em><em> gli Strumenti Compensativi vengono considerati come una concessione data agli studenti?</em></strong></p>
<h6><em>Prova oggi a usare un telefono degli anni novanta e capirai il senso degli strumenti compensativi.</em></h6>
<p>Niente messaggi vocali su whatsapp, niente correttore automatico, niente suggerimenti di parole, niente calcolatrice sempre a disposizione, niente orologio digitale in vista, niente sveglia, niente navigatore, niente.</p>
<h5>Non ti sentiresti in difficoltà?</h5>
<p>Ti hanno tolto strumenti con i quali convivi e interagisci naturalmente dal mattino alla sera. <strong>Senza hai un senso di menomazione.</strong></p>
<p><em>I riconoscitori vocali, il predittore ortografico, la calcolatrice, il correttore automatico, l’orologio digitale, sono strumenti compensativi, cioè compensano una abilità specifica.</em></p>
<p>Si sa che questi strumenti <strong>non ti facilitano nella conoscenza</strong>, come quando lo smartphone ti suggerisce una parola mentre stai digitando (magari con lo swipe) <strong>sarai sempre tu a dover scegliere</strong> la parola adatta a quello che stai scrivendo.</p>
<p><strong>E’ la competenza specifica che viene compensata:</strong> faccio fatica a scrivere e uso il vocale, ho il dubbio su come scrivere una parola e uso il suggerimento, devo fare il conto della spesa e uso la calcolatrice&#8230;</p>
<p>Dunque, è chiaro che questi strumenti <strong>ci facilitano, ci velocizzano ma non ci rendono più intelligenti.</strong></p>
<p><em>Sui social nonostante si smanetti usando tutti gli aiuti possibili mostriamo l’intelligenza che abbiamo nonostante tutto.</em></p>
<p>Ecco percé, come specialista di disturbi dell’apprendimento mi vengono i cinque minuti quando sento frasi come:<strong> <em>la calcolatrice la faccio usare solo in alcuni casi perché sarebbe troppo facilitato</em></strong> (a un discalculico).</p>
<p>Come dire che se devo dividere il conto della pizza per capire quanto viene a testa meglio non usare la calcolatrice perché sarebbe troppo facile. La tua conoscenza in questo caso sta nel sapere che devi fare una divisione, il calcolo è una abilità che può essere fatta da una ‘macchina’.</p>
<p><em>La<a href="http://www.instudiotrissino.it/cose-un-centro-dsa/" target="_blank" rel="noopener"> <strong>discalculia,</strong></a> infatti è una caratteristica che generalmente si presenta con una difficoltà e lentezza nel fare i conti ma non ha a che fare con l’intelligenza e la capacità di capire.</em></p>
<p>In verità <strong>tutte le caratteristiche dei DSA non hanno a che fare con l’intelligenza quindi compensare competenze specifiche permette agli studenti di accedere alla conoscenza al pari di tutti gli altri.</strong></p>
<p>Spesso si mandano vocali perché sono più veloci, perché sono meno faticosi, d’altra parte chi li riceve può gradire l’ascolto di un vocale più della lettura di un messaggio.</p>
<h4>Da cosa dipende?</h4>
<p>Dipende dalle caratteristiche di ognuno.</p>
<p><em>La<a href="http://www.instudiotrissino.it/cose-un-centro-dsa/" target="_blank" rel="noopener"> <strong>dislessia</strong></a> mi fa fare fatica a leggere, mi rallenta nella lettura, compromette la comprensione proprio perché devo mettere tutte le energie nel leggere. Ecco che la compensazione per chi ha questa caratteristica spesso è proprio il vocale, l’ascolto, il leggere con le orecchie.</em></p>
<p><em>La caratteristica della<a href="http://www.instudiotrissino.it/cose-un-centro-dsa/" target="_blank" rel="noopener"> <strong>disortografia </strong></a>invece è di fare fatica a scrivere correttamente e quindi l’aiuto in questo caso è il messaggio vocale, la scrittura con correttore automatico, i predittori ortografici&#8230;</em></p>
<p>Questi sono alcuni esempi delle caratteristiche specifiche legate all’apprendimento.</p>
<p><a href="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2022/05/Progetto-senza-titolo-6.png"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone wp-image-1543" src="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2022/05/Progetto-senza-titolo-6-1024x1024.png" alt="" width="370" height="370" /></a></p>
<p>Oggi usiamo tutti continuamente strumenti compensativi <strong>eppure diffidiamo dal darli ai ragazzi per compensare le loro difficoltà legate a competenze specifiche.</strong></p>
<blockquote>
<h5><em>Giacomo Stella, uno dei massimi esperti in Italia dei Disturbi Specifici dell’Apprendimento, dice che gli strumenti compensativi non frenano lo sviluppo ma al contrario facilitano il processo di apprendimento.</em></h5>
</blockquote>
<p><strong>Troppa fatica nello studio e nell’apprendimento provoca frustrazione che può sfociare nel rifiuto delle attività scolastiche e nell’abbandono scolastico.</strong></p>
<p>Ecco perché dare gli strumenti compensativi giusti non è e non deve essere una opzione ma la normalità.</p>
<h4><em>Però bisogna saper compensare.</em></h4>
<p><strong>Questo è quello che facciamo noi di InStudio, scegliamo gli strumenti giusti in base alle caratteristiche di ogni studente che sia certificato DSA o meno.</strong></p>
<p>Non serve una diagnosi di DSA per apprendere con l’uso di strumenti compensativi, siamo convinti che debbano essere usati come<a href="http://www.instudiotrissino.it/problemi-di-apprendimento/" target="_blank" rel="noopener"><strong> strategie di studio per tutti.</strong></a></p>
<p>In fondo<strong> i ragazzi già lo fanno tutti i giorni</strong> con i loro cellulari: guardano video, mandano messaggi vocali, usano i predittori ortografici…</p>
<p><em>In un problema di geometria è più importante il procedimento che i calcoli che posso fare con la calcolatrice sfruttando in questo modo tutta la mia energia nel recuperare la conoscenza (procedimento).</em></p>
<p><em>In una prova di comprensione lo scopo è comprendere il testo che ho davanti, saperlo analizzare quindi dovrò mettere le mie energie nel capire ciò che il testo mi dice e quindi che differenza fa se lo leggo o lo ascolto?</em></p>
<p><strong>Certo anche le abilità sono importanti, soprattutto nella scuola primaria</strong> dove molto si apprende sviluppando automatismi ma se alcune abilità non vengono automatizzate ecco che si rende necessario l’uso di strumenti compensativi.</p>
<h5><a href="http://www.instudiotrissino.it/centro-dsa-in-veneto/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Bisogna saper compensare</strong></a> e di questo si occupano i professionisti di InStudio e se vuoi ricevere maggiori informazioni chiamaci al numero 339 4876 813 o scrivici un messaggio <a href="http://www.instudiotrissino.it/contattaci/" target="_blank" rel="noopener">cliccando su questa pagina di contatti.</a></h5>
<p align="left">
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		<title>La Chiave della Felicità.</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2021 15:36:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ti diamo la chiave della felicità! &#160; Perchè avere una dislessia o altro DSA è spesso ostacolo alla felicità? Se qualcuno ti dice che la realtà può essere interpretata in diversi modi ti stupisci? In fondo ogni persona è diversa, con caratteristiche diverse e quindi con modi diversi di vivere e interpretare le situazioni della [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h4>Ti diamo la chiave della felicità!</h4>
<p>&nbsp;</p>
<h5><em>Perchè avere una dislessia o altro DSA è spesso ostacolo alla felicità?</em></h5>
<p>Se qualcuno ti dice che la realtà può essere interpretata in diversi modi ti stupisci?</p>
<p>In fondo ogni persona è diversa, con caratteristiche diverse e quindi con modi diversi di vivere e interpretare le situazioni della vita.</p>
<p>Se pensassimo tutti allo stesso modo non esisterebbe il progresso, direbbero alcuni.</p>
<p>Ebbene la Dislessia come ogni altro DSA è un modo diverso di interpretare la realtà.</p>
<h5><strong><em>Ma allora perché avere un <a href="http://www.instudiotrissino.it/disturbi-specifici-dellapprendimento-guida-completa/" target="_blank" rel="noopener">DSA</a> è spesso un ostacolo alla felicità?</em></strong></h5>
<blockquote><p><em>Mio figlio no. Lui felice non lo è mai stato. Non lo era quando andava a scuola, come tutti i dislessici del resto. Ricordo i pianti, la fatica per alzarlo dal letto la mattina e le corse per arrivare in tempo per l&#8217;inizio della lezione. Per non parlare dei pomeriggi interi passati a fare i compiti, io e lui fianco a fianco. (cit.)</em></p></blockquote>
<p>Avere uno o più DSA ti può condizionare la vita non solo scolastica ma anche lavorativa e sociale solamente se manca la consapevolezza di sé.</p>
<p>&#8211;<strong>Una mancata diagnosi,</strong> per esempio, è quanto di più sconfortante per un bambino, o un ragazzo o un adulto che sente che le modalità con cui apprendono la maggior parte delle persone a lui non vanno bene.</p>
<p>&#8211;<strong>Una diagnosi non interpretata correttamente</strong>, non conosciuta nei dettagli dal bambino/ragazzo/adulto può portare a ‘falsi pensieri’ che minano in senso negativo l’autostima.</p>
<p>&#8211;<strong>Un intervento non adeguato</strong> di supporto allo studio per una erronea scelta degli strumenti compensativi oppure per una erronea interpretazione della diagnosi porta a frustrazione, bassa autostima e impossibilità ad arrivare all’autonomia nella gestione dello studio e del lavoro da adulto.</p>
<blockquote><p><em>Nonostante i miei incoraggiamenti uscito da scuola ha subito scartato l&#8217;ipotesi Università. </em></p>
<p><em>Lavoro? Neanche a parlarne. Lo stimoliamo continuamente, ma lui neanche vuole cercarlo. Dice &#8220;farò&#8221; &#8220;andrò&#8221; ma so che si sente incapace di ricoprire qualsiasi ruolo. (cit.)</em></p></blockquote>
<p><strong>Devi trovare i tuoi punti di forza, tutti ne abbiamo!</strong></p>
<p>Conoscere i propri limiti ma soprattutto conoscere i propri punti di forza è indispensabile per tutti ma a maggior ragione per chi ha dei DSA.</p>
<p>Chi ha uno o più DSA ha anche tanti punti di forza, normalmente di più di chi non ha dei DSA, perché sviluppa fin dall’infanzia quello spirito combattivo che serve per far fronte alle difficoltà scolastiche legate all’apprendimento. <strong>Sviluppa ingegno, intuizione, capacità di osservazione, problem solving, punti di vista non convenzionali, empatia…</strong></p>
<p><a href="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2021/06/key-106885_1920.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1368" src="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2021/06/key-106885_1920-1024x683.jpg" alt="" width="414" height="276" /></a></p>
<h5></h5>
<h5>La mission di InStudio è da sempre quella di trovare e valorizzare i punti di forza di ciascuno. Tutti ne abbiamo anche se spesso non lo sappiamo.</h5>
<p>Il<strong> Team di InStudio</strong> grazie al servizio di <a href="http://www.instudiotrissino.it/sistema-di-apprendimento-instudio/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Screening</strong></a> per tutti gli studenti e di <a href="http://www.instudiotrissino.it/centro-dsa-in-veneto/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Interpretazione della diagnosi</strong></a> per chi ha dei DSA trova la chiave giusta per aprire la porta che porta ad avere consapevolezza dei limiti e le modalità di intervento ma soprattutto dei punti di forza ai quali ci si può agganciare in ogni situazione scolastica o lavorativa.</p>
<p><strong>Ecco quindi la <a href="http://www.instudiotrissino.it/problemi-di-apprendimento/" target="_blank" rel="noopener">chiave giusta</a> per evitare una carriera scolastica pesante e non precludere nessuna scelta nella vita.</strong></p>
<p><strong>InStudio lavora da sempre per l’autonomia e i sorrisi dei ragazzi </strong>mettendo a disposizione professionalità e preparazione.</p>
<p>Lavoriamo affiancando non solo gli studenti ma anche i genitori per dare loro strumenti e strategie affinché l’apprendimento diventi crescita consapevole.</p>
<p>Se desideri ricevere maggiori informazioni sui nostri servizi ti invitiamo a contattarci al numero 339 487 68 13 o a scriverci un messaggio <a href="http://www.instudiotrissino.it/contattaci/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cliccando su questo link.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.instudiotrissino.it/la-chiave-della-felicita/">La Chiave della Felicità.</a> proviene da <a href="https://www.instudiotrissino.it">Instudio trissino</a>.</p>
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		<title>Dislessia e Sport. Perchè si inciampa?</title>
		<link>https://www.instudiotrissino.it/dislessia-e-sport-perche-si-inciampa/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jan 2021 07:50:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DSA-BES]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dislessia e Sport. Cosa c&#8217;entrano? Perchè chi ha una dislessia o altro Disturbo dell&#8217;Apprendimento (DSA) inciampa quando pratica uno SPORT? E’ giusto proporre una disciplina sportiva a chi ha qualche difficoltà, come per esempio la coordinazione motoria? Si sa, lo sport fa bene a tutti! A proposito di Dislessia e SPORT iniziamo col dire quali [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dislessia e Sport. Cosa c&#8217;entrano?</em></p>
<p><em>Perchè chi ha una dislessia o altro<a href="http://www.instudiotrissino.it/disturbi-specifici-dellapprendimento-guida-completa/" target="_blank" rel="noopener"> Disturbo dell&#8217;Apprendimento (DSA)</a> inciampa quando pratica uno SPORT?</em></p>
<p><em>E’ giusto proporre una disciplina sportiva a chi ha qualche difficoltà, come per esempio la coordinazione motoria?</em></p>
<h5 align="justify"><strong>Si sa, lo sport fa bene a tutti!</strong></h5>
<h4 align="justify"></h4>
<h4 align="justify">A proposito di Dislessia e SPORT</h4>
<p align="justify">iniziamo col dire quali possono essere le difficoltà dei ragazzi con DSA</p>
<p align="justify">Un elemento di svantaggio dei ragazzi con un Disturbo dell’Apprendimento (DSA) è il fatto che <strong>per la pratica sportiva si richiede l’intervento diretto</strong></p>
<ul>
<li>
<p align="justify"><strong>del sistema attentivo</strong></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>del coordinamento motorio</strong></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>del controllo della postura</strong></p>
</li>
</ul>
<p align="justify">&#8230;e altri aspetti che possono essere carenti in questi ragazzi.</p>
<blockquote>
<p align="justify">Dallo studio di <a href="https://www.stateofmind.it/2017/05/dsa-sport/" target="_blank" rel="noopener">Vuijk et al. (2011) </a>emerge che c’è una <strong>moderata correlazione tra</strong></p>
<ul>
<li>
<p align="justify"><strong>matematica ed equilibrio</strong></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>lettura e abilità con la palla</strong></p>
</li>
<li>
<p align="justify"><strong>ortografia e destrezza manuale</strong></p>
</li>
</ul>
</blockquote>
<p><em>quindi è lecito chiedersi </em></p>
<p>se l’attività sportiva sia consigliata ad un ragazzo con DSA in quanto,<strong> visto le premesse, può costituire un’esperienza fallimentare</strong></p>
<p>non dimentichiamoci però che<strong> un ragazzo con un Disturbo dell’Apprendimento</strong></p>
<ul>
<li><strong>può ragionare in modo dinamico creando connessioni inusuali che altri difficilmente riescono a sviluppare</strong></li>
<li><strong>È capace di vedere le cose da diverse prospettive</strong></li>
<li><strong>Tende ad affrontare le varie situazioni con approcci e modalità diverse</strong></li>
<li><strong>Percepisce e apprende in modo multidimensionale</strong></li>
<li><strong>Tende a processare le informazioni in modo globale invece che in sequenza</strong></li>
<li><strong>È creativo, sviluppa idee e crea previsioni</strong></li>
</ul>
<p><a href="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2021/01/dance-3134828_1920.jpg"><img decoding="async" class="alignnone wp-image-1307" src="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2021/01/dance-3134828_1920-1024x683.jpg" alt="" width="537" height="358" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Quindi è ancora lecito chiedersi  </em></p>
<p>visto le premesse, <strong>se un ragazzo con DSA possa ambire a praticare lo sport ad alti livelli</strong></p>
<h5>Noi di InStudio siamo convinti di sì</h5>
<p>La volontà e la sicurezza in se stessi molte volte fanno la differenza</p>
<p><em>Michael Jordan e Magic Johnson</em> (giocatori di basket) e <em>Steve Redgrave</em> (campione di canotaggio), tutti atleti con DSA, ce lo confermano</p>
<p><strong>Ecco perché InStudio si preoccupa di spiegare ai ragazzi con DSA come sono</strong>, con i loro punti di debolezza ma anche con i loro punti di forza</p>
<p><strong>Ecco perché InStudio lavora da sempre in sinergia insegnando ai ragazzi l’uso degli strumenti compensativi, abbinato al colloquio psicologico e molto altro. </strong></p>
<p>Conoscere il proprio<a href="http://www.instudiotrissino.it/centro-dsa-in-veneto/" target="_blank" rel="noopener"> DSA</a> significa semplicemente conoscere se stessi. <strong>Significa essere in grado di dire: ‘io sono così’.</strong></p>
<p align="justify">Essendo ogni <a href="http://www.instudiotrissino.it/cose-un-centro-dsa/" target="_blank" rel="noopener">diagnosi unica,</a> poiché unico è il soggetto, <strong>è fondamentale comprenderla al fine di evitare l’insorgenza di problemi legati all’autostima e all’auto efficacia che possono compromettere non solo il rendimento scolastico ma anche il rendimento nello SPORT.</strong></p>
<p>Tutto il nostro approccio è in sintesi il <a href="http://www.instudiotrissino.it/sistema-di-apprendimento-instudio/" target="_blank" rel="noopener">Sistema di apprendimento InStudio</a> premiato a livello nazionale alla <a href="http://www.instudiotrissino.it/apprendimento-instudio/" target="_blank" rel="noopener">IV edizione del Premio Olivetti. </a></p>
<p><strong>Il Sistema di Apprendimento InStudio supera la concezione della persona-studente come individuo, inserendolo in un contesto più ampio, dove lo scopo è portarlo a raggiungere un cambiamento efficace e soprattutto duraturo.</strong></p>
<p>InStudio è <a href="http://www.instudiotrissino.it/centro-dsa-in-veneto/" target="_blank" rel="noopener">centro DSA specializzato in Veneto</a>, ti invitiamo a contattarci per ricevere informazioni sui nostri servizi al numero 339 4876 813 o a <a href="http://www.instudiotrissino.it/contattaci/" target="_blank" rel="noopener">scriverci un messaggio impiegando il form che trovi cliccando su questa pagina.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.instudiotrissino.it/dislessia-e-sport-perche-si-inciampa/">Dislessia e Sport. Perchè si inciampa?</a> proviene da <a href="https://www.instudiotrissino.it">Instudio trissino</a>.</p>
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		<title>Problemi di Apprendimento: Perché a InStudio Otteniamo Buoni Risultati</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Sep 2019 09:40:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[DSA-BES]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi specifici dell'apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[metodo di apprendimento Instudio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I problemi di apprendimento sono una delle ragioni per cui le famiglie, le persone adulte, i professionisti del settore e i ragazzi stessi si rivolgono al nostro centro. Partiamo dall&#8217;esposizione delle difficoltà che essi riscontrano per iniziare assieme un percorso che, nel corso del tempo, permette loro di acquisire una nuova visione dell&#8217;imparare e un [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.instudiotrissino.it/problemi-di-apprendimento/">Problemi di Apprendimento: Perché a InStudio Otteniamo Buoni Risultati</a> proviene da <a href="https://www.instudiotrissino.it">Instudio trissino</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I <strong>problemi di apprendimento</strong> sono una delle ragioni per cui le famiglie, le persone adulte, i professionisti del settore e i ragazzi stessi si rivolgono al nostro centro.</p>
<p>Partiamo dall&#8217;<strong>esposizione delle difficoltà</strong> che essi riscontrano per iniziare assieme un percorso che, nel corso del tempo, permette loro di acquisire una <strong>nuova visione dell&#8217;imparare</strong> e un nuovo <strong>approccio</strong> nei confronti della <strong>scuola</strong> e dello <strong>studio.</strong></p>
<p>Dove imparare acquista un significato positivo, completamente diverso da quello che prima era inteso come uno sforzo, una forzatura e, per molti un problema molto difficile da risolvere.</p>
<p>E qui entrano in gioco i buoni risultati, che nel corso del tempo, abbiamo costantemente incrementato.</p>
<p>Oggi siamo in grado di dire che grazie al nostro <a href="http://www.instudiotrissino.it/sistema-di-apprendimento-instudio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">metodo</a>, alla nostra visione di insieme e al nostro impegno, siamo in grado di <strong>ottenere dei buoni risultati nel nostro centro</strong> e in questo articolo vogliamo condividere con te la strada che ci porta a raggiungerli.</p>
<blockquote><p>Premessa: i buoni risultati non sono frutti semplici da raccogliere, non si trovano sui rami più bassi dell&#8217;albero, quelli a portata di tutti.</p>
<p>Per ottenerli serve una scala adatta, delle volte molto alta.</p>
<p>Una scala che nel corso del tempo abbiamo costruito e perfezionato attraverso l&#8217;osservazione, l’ascolto, il lavoro di équipe…quello vero…attraverso la necessità di studiare, di informarsi e di sapere sempre che dobbiamo saperne di più.</p></blockquote>
<p>Ma procediamo per passi e iniziamo con quello che è il primo dei paletti che costruisce la scala che ci permette di raggiungere buoni risultati con il nostro lavoro: l&#8217;osservazione.</p>
<p><a href="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/09/disturbi-specifici-dellapprendimento.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1106 aligncenter" src="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/09/disturbi-specifici-dellapprendimento.jpg" alt="" width="600" height="400" srcset="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/09/disturbi-specifici-dellapprendimento.jpg 600w, https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/09/disturbi-specifici-dellapprendimento-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<h2></h2>
<h2>Problemi di Apprendimento: Osservare Come si Apprende</h2>
<p><strong>Osservare</strong> è una parola che ha per noi un significato specifico.</p>
<p><strong>Osservare</strong> significa per noi <strong>guardare</strong> e <strong>memorizzare</strong> ciò che abbiamo sotto gli occhi ogni giorno nel nostro lavoro, per poterne dare un significato preciso.</p>
<p>Questo è il primissimo passo che facciamo nel nostro centro.</p>
<p>È piuttosto comune che alla fase di osservazione non venga dato un valore cospicuo, ma noi la consideriamo il <strong>punto di partenza</strong> che non solo ci permette di capire come iniziare il percorso, ma anche di controllarne costantemente i <strong>progressi.</strong></p>
<p>In altre parole, quando entrano in gioco i <strong>problemi di apprendimento</strong> è nostro compito monitorare la situazione per vedere se il nostro lavoro sta andando bene o se dobbiamo correggere o aggiungere qualcosa in fase d&#8217;opera.</p>
<p>Questo significa mettersi in gioco, non avere preconcetti (cognitivi, fisici) che possono inquinare l&#8217;osservazione e la scelta dei metodi da applicare.</p>
<p>E qui contano molto l’<strong>esperienza</strong>, la <strong>professionalità,</strong> l’<strong>amore</strong> e la <strong>passione</strong> per il proprio <strong>lavoro.</strong></p>
<p>Come operatori cerchiamo di non coccolarci nella nostra prima interpretazione del ragazzo o dell&#8217;adulto con problemi di apprendimento, ma di restare costantemente vigili e obiettivi in ogni fase del percorso.</p>
<p>Tutto ciò lo facciamo singolarmente.</p>
<p>Ogni operatore, educatore, insegnante, <a href="http://www.instudiotrissino.it/sostegno-psicologico-a-vicenza/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">psicologo</a>, fa questo tipo di osservazione e controllo e, come puoi immaginare, tutto questo non è sufficiente.</p>
<p>Perché il passo successivo è il <strong>confronto</strong> e <strong>l&#8217;interazione,</strong> è fare in modo che i nostri punti di vista e le nostre supposizioni vengano condivise e confrontate anche con quelle degli altri professionisti.</p>
<p>E qui entra in gioco il secondo paletto della nostra scala, ovvero il lavoro di équipe.</p>
<p><a href="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/09/disturbi-dellapprendimento.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1105 aligncenter" src="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/09/disturbi-dellapprendimento.jpg" alt="disturbi dell'apprendimento" width="600" height="400" srcset="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/09/disturbi-dellapprendimento.jpg 600w, https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/09/disturbi-dellapprendimento-300x200.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<h3></h3>
<h3>Il Lavoro di Équipe per Operare al Meglio sui Problemi di Apprendimento</h3>
<p>Il lavoro di équipe è a nostro avviso fondamentale, perché permette a chi ha <strong>problemi di apprendimento</strong> di poter contare su un servizio completo e a noi operatori di avere una visione piena del percorso che stiamo facendo.</p>
<p>A questo lavoro partecipano diversi attori, anche i <strong>genitori</strong> e i <strong>ragazzi</strong> stessi, che contribuiscono molto spesso in modo inconsapevole ma importantissimo, alla buona riuscita.</p>
<p>Il lavoro di equipe a InStudio è un confronto continuo su quelli che sono i <strong>risultati ottenuti</strong> fino ad un certo momento.</p>
<p>Ogni obiettivo, per essere vincente deve essere monitorabile, ovvero è importante che in corso d&#8217;opera vengano controllati e monitorati i suoi risultati.</p>
<p>Soprattutto quando l&#8217;obiettivo è a lungo termine, come spesso accade nel nostro centro.</p>
<p>Se un obiettivo non viene monitorato passo per passo, c&#8217;è infatti l&#8217;eventualità di avere portato avanti un lavoro impegnativo e talvolta enorme, accorgendosi solo verso la sua conclusione che qualcosa non è andato nel verso giusto.</p>
<p>No, questo non può accadere nel nostro lavoro, quindi è nostra cura monitorare i risultati che i nostri metodi stanno portando con orizzonti temporali più brevi e specifici.</p>
<p>E questo lavoro può essere fatto al meglio in équipe, ovvero confrontandosi con i genitori, con i ragazzi stessi, con i professionisti del settore quando coinvolti.</p>
<p>Inoltre i punti di vista diversi sono arricchenti, ci aiutano a guardare oltre la nostra personale interpretazione e aprono porte che altrimenti potrebbero rimanere socchiuse.</p>
<p>Porte che mettono in luce alcuni aspetti che possono essere migliorati, perché sono conosciuti solo dai genitori o dagli stessi ragazzi con difficoltà legate all&#8217;apprendimento.</p>
<p>Porte che chi opera in contesti specifici sa di dover aprire per vedere cosa c&#8217;è oltre, per il bene dei ragazzi e del loro percorso di miglioramento.</p>
<p><a href="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/09/problemi-dellapprendimento.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-1107 aligncenter" src="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/09/problemi-dellapprendimento.jpeg" alt="problemi dell'apprendimento" width="600" height="400" srcset="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/09/problemi-dellapprendimento.jpeg 600w, https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/09/problemi-dellapprendimento-300x200.jpeg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<h3></h3>
<h3>Studiare, Sempre, per Offrire un Servizio Migliore</h3>
<p>La <strong>costante formazione</strong> è il terzo dei paletti che costruisce la nostra <strong>scala verso il raggiungimento di buoni risultati al nostro centro.</strong></p>
<p>C&#8217;è una bellissima frase del fisico Richard Feynman che dice così:</p>
<blockquote><p>“Tu puoi conoscere il nome di un uccello in tutte le lingue del mondo, e quando avrai finito, non saprai assolutamente nulla per quanto riguarda quell’uccello… Allora guardiamo l’uccello e vediamo cosa sta facendo – questo è ciò che conta. Ho imparato molto presto la differenza tra il conoscere il nome di qualcosa e conoscere quel qualcosa”.</p></blockquote>
<p>Il nostro settore richiede una <strong>formazione costante</strong> e <strong>innovativa.</strong></p>
<p>Questa formazione si fa sui libri, frequentando corsi e seminari specifici.</p>
<p>La formazione costante è cruciale perché ci permette di capire quali sono le <strong>ricerche</strong> più <strong>fresche</strong> e <strong>interessanti</strong> in merito al nostro lavoro, ma da sola non basta.</p>
<p><em>Noi per primi abbiamo il dovere di formarci in modo completo per poter trasmettere a chi ci chiede aiuto la nostra professionalità.</em></p>
<p>Ma la conoscenza deve essere <strong>interpretata e adattata alla realtà c</strong>on cui dobbiamo confrontarci ogni giorno.</p>
<p>Ecco perché è nato il <a href="http://www.instudiotrissino.it/sistema-di-apprendimento-instudio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>metodo di lavoro brevettato InStudio</strong></a>, il metodo che ci permette di operare al meglio nel nostro centro con i problemi di apprendimento e non solo.</p>
<p><a href="http://www.instudiotrissino.it/sistema-di-apprendimento-instudio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ti invito a scoprirne tutte le caratteristiche qui.</a></p>
<h3>Il Benessere dello Studente/Persona</h3>
<p>Ci sono molti altri forti paletti che costruiscono la scala verso i buoni risultati, ma concludiamo con quello che per noi ha un valore speciale: guardare al<strong> benessere dello studente come persona.</strong></p>
<p>Questo punto è parte fondamentale del <a href="http://www.instudiotrissino.it/sistema-di-apprendimento-instudio/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sistema di Apprendimento InStudio</a>, e si basa su una visione dello studente mai fine a sé stessa.</p>
<p><em>Lo studente non è chi studia e punto.</em></p>
<p><strong>Lo studente è una persona</strong> che, in quanto tale, possiede una complessità di fattori che è nostro compito e dovere osservare e tenere ben presenti.</p>
<p><strong>Il rapporto è umano e pieno</strong>, lo scopo è il benessere della persona studente che non si limita a risolvere le difficoltà legate allo studio.</p>
<p>Non si limita al dire..<em>.ok, ti aiuterò a raggiungere la sufficienza in questa o quella materia&#8230;</em></p>
<p>Dietro c&#8217;è molto di più: un insieme di <strong>attenzioni</strong> e di <strong>servizi dedicati,</strong> che puntano al costruire il <strong>benessere generale dello studente/persona.</strong></p>
<p>Per richiederci informazioni chiama il numero 339 4876 813 o scrivici un messaggio<a href="http://www.instudiotrissino.it/contattaci/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"> impiegando il form che trovi a questo link.</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.instudiotrissino.it/problemi-di-apprendimento/">Problemi di Apprendimento: Perché a InStudio Otteniamo Buoni Risultati</a> proviene da <a href="https://www.instudiotrissino.it">Instudio trissino</a>.</p>
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