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	<title>ADOLESCENTI Archivi - Instudio trissino</title>
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	<title>ADOLESCENTI Archivi - Instudio trissino</title>
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		<title>Contro la dispersione scolastica: la forza di un metodo inclusivo</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2025 10:55:26 +0000</pubDate>
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<p><strong><em>Quando si parla di dispersione scolastica si pensa spesso all’abbandono, all’uscita precoce dal percorso scolastico.<br>Ma la dispersione comincia molto prima.</em></strong></p>



<p><br>A volte inizia in prima media, quando un ragazzino comincia a collezionare insufficienze, a sentirsi sbagliato, a convincersi che la scuola non faccia per lui.<br>A volte inizia alle superiori, quando la fatica di studiare per ore senza risultati logora la motivazione e alimenta la frustrazione.<br>Le famiglie iniziano a cercare aiuto. Le ripetizioni diventano l’unico argine, ma spesso inefficace.<br>E intanto, l’idea dello studio come strada per crescere si sgretola.<br>Lo studente si difende come può: dicendo che non gli interessa, che tanto non serve a nulla, che la scuola è noiosa.</p>



<p>La dispersione scolastica è ancora oggi uno dei problemi più urgenti del nostro sistema educativo.</p>



<p>Secondo i dati più recenti della Commissione Europea (<em>Education and Training Monitor 2024</em>), in Italia il <strong>10,5%</strong> dei giovani tra i 18 e i 24 anni abbandona prematuramente gli studi, con punte più elevate in alcune regioni del Sud. Sebbene il dato sia in calo rispetto all’11,5% degli anni precedenti, resta superiore alla media europea.</p>



<p>A questo si aggiunge il fenomeno della <strong>dispersione implicita</strong>: studenti che completano il percorso scolastico senza acquisire le competenze di base. Nel 2024, il Ministero dell’Istruzione ha segnalato un calo anche in questo ambito, con una stima del <strong>6,6%</strong> a livello nazionale.</p>



<p>Numeri che raccontano una realtà complessa: <strong>molti studenti si perdono lungo il percorso.</strong> Alcuni si fermano prima del diploma, altri ci arrivano, ma senza strumenti reali per affrontare il futuro.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Non basta studiare per riuscire</h3>



<p>Ci sono studenti che studiano anche 3 o 4 ore al giorno, ma senza risultati.<br>Studenti che hanno frequentato corsi sul metodo di studio, conoscono tecniche, strategie… eppure restano indietro.</p>



<p><strong>Non è solo una questione di impegno o intelligenza.</strong><br>Spesso è una questione di metodo – o meglio: di mancanza di <strong>un metodo personalizzato</strong>.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Quando un ragazzo pensa di ritirarsi da scuola…</h3>



<p>Le motivazioni sono tante, spesso invisibili a un primo sguardo:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li>Difficoltà scolastiche mai affrontate seriamente, che generano frustrazione</li>



<li>Indirizzi di studio sbagliati o scelti per compiacere altri</li>



<li>Mancanza di motivazione, legata a insicurezze personali</li>



<li>Episodi di bullismo o disagio sociale</li>



<li>DSA non riconosciuti o gestiti in modo inadeguato</li>
</ul>



<p>In molti casi <strong>non si tratta di vero disinteresse verso lo studio</strong>, ma di <strong>sfiducia e stanchezza emotiva</strong>.<br>È il senso di inadeguatezza che si insinua anche nei ragazzi più volenterosi.<br>E se non c’è un intervento tempestivo e mirato, il rischio di abbandono diventa concreto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un supporto che parte dall’ascolto</h3>



<p>Nel nostro centro, <strong>InStudio Trissino</strong>, lavoriamo ogni giorno con studenti di ogni età, cercando non solo di supportarli nello studio, ma di <strong>ricostruire un senso di fiducia</strong>. Il nostro non è un lavoro clinico ma educativo, orientativo e concreto. Cerchiamo <strong>strategie reali, strumenti funzionali e percorsi praticabili</strong>.</p>



<p>Negli anni, proprio da questa esperienza quotidiana, è nato il <strong><a href="https://www.instudiotrissino.it/sistema-di-apprendimento-instudio/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Metodo InStudio</a></strong>, una prassi costruita sul campo, che mette insieme <strong>accoglienza, osservazione e personalizzazione</strong>. Un approccio inclusivo, che guarda all’unicità dello studente.</p>



<p>Il metodo è stato recentemente <strong>selezionato tra le Buone Prassi Educative del </strong><a href="https://www.erickson.it/it/la-qualita-dell-inclusione-scolastica-e-sociale-14112025" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Convegno Erickson 2025 di Rimini</strong>,</a> dove avremo l’opportunità di raccontare la nostra esperienza accanto agli studenti e condividere riflessioni con altri professionisti del settore educativo.</p>



<p>Ogni volta che un ragazzo ritrova fiducia in sé stesso e rimane nel percorso formativo, non è solo una conquista personale: è un passo avanti nella lotta contro la dispersione scolastica.</p>



<p>Il nostro obiettivo è semplice ma ambizioso: aiutare ogni studente a trovare il proprio modo di apprendere e il proprio posto nel percorso scolastico. Perché nessuno studente dovrebbe sentirsi “sbagliato” o fuori posto.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Un impegno che non è solo nostro</h3>



<p>La lotta alla dispersione scolastica non può essere lasciata solo alla scuola. È un compito <strong>di rete</strong>: servono famiglie coinvolte, educatori formati, tutor preparati, enti territoriali connessi.</p>



<p>Anche tu, se sei <strong>genitore, insegnante o educatore</strong>, puoi contribuire a cambiare le cose. Non servono miracoli, ma <strong>metodo, ascolto, confronto</strong>.</p>



<p>Noi ci siamo. Ogni giorno. Perché nessuno studente deve sentirsi sbagliato o fuori posto.</p>



<p><strong>Di questo si occupano i professionisti di InStudio</strong>&nbsp;e se vuoi ricevere maggiori informazioni chiamaci</p>



<p>al numero 339 4876813 o scrivici un messaggio<a href="https://www.instudiotrissino.it/contattaci/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;cliccando qui</a></p>



<p><em>Scritto da</em>&nbsp;<strong>Daniela Ferrari – Founder, Tutor dell’Apprendimento – DSA-BES e ADHD Specialist.</strong></p>



<p></p>
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		<title>ChatGPT e didattica: escluderla o integrarla? Ecco come la mettiamo</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Jul 2025 09:05:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ChatGPT è già nei dispositivi degli studenti. Ha senso ignorarla? Noi pensiamo di no. In questo articolo ti raccontiamo come l’intelligenza artificiale può diventare alleata dell’apprendimento – se guidata con criterio.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.instudiotrissino.it/chatgpt-e-didattica-escluderla-o-integrarla-ecco-come-la-mettiamo/">ChatGPT e didattica: escluderla o integrarla? Ecco come la mettiamo</a> proviene da <a href="https://www.instudiotrissino.it">Instudio trissino</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p class="has-medium-font-size">È inevitabile: molti studenti oggi usano ChatGPT, sia per chiarire concetti, sia per organizzare lo studio o completare compiti.<strong> La domanda essenziale non è se usarla, ma come</strong>. Escluderla a priori significa ignorare ciò che già accade sui dispositivi scolastici.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Includerla con consapevolezza</strong></p>



<p class="has-medium-font-size">A InStudio Trissino crediamo che ChatGPT, se inserito con intelligenza pedagogica, possa:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size"> favorire la comprensione approfondita;</li>



<li class="has-medium-font-size"> sostenere l’autonomia e la motivazione;</li>



<li class="has-medium-font-size"> diventare alleato di chi ha DSA o ADHD.</li>
</ul>



<p class="has-medium-font-size">L’importante è guidare gli studenti al suo uso etico, responsabile e riflessivo,<strong> non lasciare il tutto al caso</strong>.</p>



<p class="has-medium-font-size"><br><strong>Nel nostro centro non solo usiamo strumenti come ChatGPT: ci stiamo anche formando e aggiornando costantemente sull’intelligenza artificiale applicata alla didattica. Per noi, la tecnologia va compresa prima ancora che utilizzata.</strong></p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Perché molte scuole sbagliano</strong></p>



<p class="has-medium-font-size">Troppo spesso ChatGPT viene vissuto come un avversario da combattere, invece di un’opportunità da integrare. Le indicazioni più diffuse sono ancora di divieto o blocco, senza offrire formazione o guide per comprenderla. Eppure, secondo recenti dati USA,<strong> oltre il 60% degli insegnanti usa strumenti IA</strong> per pianificare lezioni e ridurre il carico amministrativo.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>InStudio Trissino: l’approccio concreto</strong></p>



<p class="has-medium-font-size">Nel nostro centro:<br>&#8211; integriamo strumenti come ChatGPT nella didattica quotidiana;<br>&#8211; costruiamo percorsi personalizzati con tutor esperti;<br>&#8211; aiutiamo ogni studente a capire quando e come usare l’IA, senza abusarne.</p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>Lo scopo non è sostituire, ma potenziare:</strong> l’IA diventa supporto per l’organizzazione, l’elaborazione personale e il pensiero critico.</p>



<p class="has-large-font-size"><strong>Vantaggi e accorgimenti</strong></p>



<p class="has-medium-font-size"><strong>📈 Vantaggi</strong> dell’integrazione con intelligenza artificiale:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size"><strong>apprendimento personalizzato</strong>, su misura dello stile e tempi di ciascuno <a href="https://blog.edises.it/intelligenza-artificiale-didattica-inclusiva-98756?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">blog.edises.it</a>;</li>



<li class="has-medium-font-size">automazione di processi ripetitivi (mappe, schemi, piani di studio);</li>
</ul>



<p class="has-medium-font-size"><strong>⚠️ Limiti da considerare</strong>:</p>



<ul class="wp-block-list">
<li class="has-medium-font-size">rischio di <strong>dipendenza o riduzione del pensiero autonomo</strong> (come evidenziato da studi MIT) <a href="https://www.washingtonpost.com/health/2025/06/29/chatgpt-ai-brain-impact/?utm_source=chatgpt.com" target="_blank" rel="noreferrer noopener">washingtonpost;</a></li>



<li class="has-medium-font-size">necessità di preservare la <strong>relazione autentica tra tutor e studente</strong> con empatia e supervisione umana</li>
</ul>



<p class="has-large-font-size"><strong>Uno sguardo al futuro</strong></p>



<p class="has-medium-font-size">L’IA non è più un concetto astratto: è già sullo smartphone o nel PC di molti studenti. <strong>Il compito educativo oggi è insegnare a convivere con responsabilità: discernendo, dialogando, restando umani.</strong></p>



<p class="has-medium-font-size">A InStudio vogliamo costruire questo futuro accanto a te: percorsi consapevoli, creativi e in sintonia con le tecnologie reali.</p>



<p class="has-old-lavender-color has-text-color has-medium-font-size"></p>



<p></p>



<p class="has-medium-font-size"><em><strong>Hai dubbi su come tuo figlio usa l’IA? Vuoi capire come integrarla nello studio?</strong></em></p>



<p class="has-medium-font-size"><br>Contattaci al numero <strong>339 4876 813</strong> o <strong>&nbsp;<a href="https://www.instudiotrissino.it/contattaci/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scrivici </a></strong><a href="https://www.instudiotrissino.it/contattaci/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un messaggio impiegando il form che trovi cliccando su questa pagina.</a> o vieni a trovarci: insieme possiamo costruire un percorso educativo contemporaneo, concreto e attento alle persone.</p>



<p><em>Scritto da</em> <strong>Daniela Ferrari – Founder, Tutor dell’Apprendimento – DSA-BES e ADHD Specialist.</strong></p>



<p></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.instudiotrissino.it/chatgpt-e-didattica-escluderla-o-integrarla-ecco-come-la-mettiamo/">ChatGPT e didattica: escluderla o integrarla? Ecco come la mettiamo</a> proviene da <a href="https://www.instudiotrissino.it">Instudio trissino</a>.</p>
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		<title>IA nell&#8217;Apprendimento: Il Futuro È Qui e Ora</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Aug 2024 11:20:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Mi sono iscritta a un corso sull&#8217;Intelligenza Artificiale (IA) e mi hanno dato della visionaria. Chi può negare che saper usare l’IA al meglio diventerà la competenza chiave per restare sempre un passo avanti? Infatti, l&#8217;IA sta già rivoluzionando il modo in cui apprendiamo, rendendosi un alleato prezioso per studenti e insegnanti. In questo articolo, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.instudiotrissino.it/ia-nellapprendimento-il-futuro-e-qui-e-ora/">IA nell&#8217;Apprendimento: Il Futuro È Qui e Ora</a> proviene da <a href="https://www.instudiotrissino.it">Instudio trissino</a>.</p>
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<h3 class="wp-block-heading"></h3>



<p>Mi sono iscritta a un corso sull&#8217;Intelligenza Artificiale (IA) e mi hanno dato della visionaria.</p>



<p>Chi può negare che saper usare l’IA al meglio diventerà la competenza chiave per restare sempre un passo avanti? Infatti, <strong>l&#8217;IA sta già rivoluzionando il modo in cui apprendiamo</strong>, rendendosi un alleato prezioso per studenti e insegnanti. In questo articolo, esploreremo come l&#8217;IA sta trasformando l&#8217;istruzione, migliorando l&#8217;efficienza, la personalizzazione e l&#8217;accessibilità dell&#8217;apprendimento.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Cos&#8217;è l&#8217;Intelligenza Artificiale e Come Si Applica allo Studio?</h3>



<p>L&#8217;Intelligenza Artificiale si riferisce alla capacità delle macchine di eseguire compiti che normalmente richiedono l&#8217;intelligenza umana, come il riconoscimento del linguaggio e la risoluzione dei problemi. Applicata allo studio, l&#8217;IA può diventare un potente strumento per la personalizzazione del percorso educativo, l&#8217;accesso semplificato al sapere e l&#8217;automazione di attività ripetitive.</p>



<h3 class="wp-block-heading">I Vantaggi dell&#8217;IA nell&#8217;Apprendimento</h3>



<p><em><strong>Personalizzazione del Percorso di Studio</strong> </em></p>



<p>Finalmente, ogni individuo potrà personalizzare il proprio metodo di apprendimento in modo autonomo, grazie all&#8217;IA. Questo strumento, non rigido, si adatta alle caratteristiche personali di ciascuno senza bisogno di spiegazioni dettagliate; l&#8217;adattamento avviene semplicemente interagendo.<strong> L&#8217;IA diventa così uno strumento compensativo invisibile, che compensa senza dare nell&#8217;occhio, rendendo tutti uguali nelle opportunità di apprendimento pur mantenendo le nostre unicità e differenze.</strong> </p>



<p><em><strong>Accesso Facilitato al Sapere</strong> </em></p>



<p>Strumenti come <a href="https://www.openai.com/chatgpt" target="_blank" rel="noreferrer noopener">ChatGPT</a> offrono risposte in tempo reale su una vasta gamma di argomenti, rendendo l&#8217;apprendimento accessibile ovunque e in qualsiasi momento. Altri strumenti generano flashcard e riassunti automatici, rendendo la revisione dei concetti chiave più semplice ed efficace. Gli studenti di tutto il mondo possono accedere a risorse educative di alta qualità, rendendo l&#8217;istruzione più democratica.</p>



<p><strong><em>Miglioramento della Produttività</em></strong> </p>



<p>L&#8217;IA automatizza compiti ripetitivi, come la trascrizione delle note e la generazione di riassunti, permettendo agli studenti di concentrarsi su attività più importanti.</p>



<p><strong><em>Supporto per l&#8217;Inclusione</em></strong> </p>



<p>Strumenti basati su IA supportano studenti con difficoltà di lettura, come la <a href="https://www.instudiotrissino.it/disturbi-specifici-dellapprendimento-guida-completa/" data-type="link" data-id="https://www.instudiotrissino.it/disturbi-specifici-dellapprendimento-guida-completa/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">dislessia, </a>migliorando la comprensione attraverso la lettura ad alta voce e l&#8217;evidenziazione del testo. L&#8217;IA può inoltre tradurre contenuti in tempo reale, aumentando l&#8217;accessibilità dell&#8217;istruzione per tutti. </p>



<ol class="wp-block-list">
<li></li>
</ol>



<h3 class="wp-block-heading">Le Sfide e le Considerazioni Etiche</h3>



<p>Nonostante i numerosi vantaggi, l&#8217;IA solleva anche questioni etiche. La dipendenza eccessiva da questi strumenti può ridurre la capacità critica degli studenti, mentre i bias presenti nei dati utilizzati per addestrare l&#8217;IA possono portare a disuguaglianze. <strong><a href="https://www.orizzontescuola.it/lintelligenza-artificiale-rivoluziona-la-valutazione-dellapprendimento-sfide-e-prospettive-il-punto-di-vista-di-ricci-invalsi/" data-type="link" data-id="https://www.orizzontescuola.it/lintelligenza-artificiale-rivoluziona-la-valutazione-dellapprendimento-sfide-e-prospettive-il-punto-di-vista-di-ricci-invalsi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Roberto Ricci, presidente dell’INVALSI</a></strong>, avverte: </p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><em>L’introduzione dell’IA nella valutazione dell’apprendimento comporta delle sfide significative, tra cui quella di evitare di amplificare le differenze tra gli studenti</em>.</p>
</blockquote>



<h3 class="wp-block-heading">Come Usare Correttamente l&#8217;Intelligenza Artificiale nello Studio?</h3>



<p>Per sfruttare al meglio l&#8217;IA, è essenziale comprenderne il funzionamento, i limiti e le applicazioni etiche. <strong>L&#8217;IA dovrebbe essere vista come un complemento all&#8217;educazione tradizionale, non un sostituto.</strong> L&#8217;apprendimento delle basi dell&#8217;IA non solo migliorerà le capacità di studio, ma assicurerà anche un uso consapevole e informato della tecnologia.</p>



<h3 class="wp-block-heading">InStudio: Come Possiamo Essere di Supporto?</h3>



<p>InStudio si impegna a supportare studenti e professionisti nell&#8217;utilizzo efficace e consapevole dell&#8217;Intelligenza Artificiale per l&#8217;apprendimento. Ti supportiamo nel comprendere come questa tecnologia può essere utilizzata efficacemente nel tuo percorso di studio.  </p>



<p>Crediamo che l&#8217;IA possa davvero democratizzare l&#8217;accesso all&#8217;istruzione, e siamo qui per guidarti in questo viaggio, assicurandoci che tu possa utilizzare questi strumenti in modo etico e produttivo.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Conclusione</h3>



<p><strong>L&#8217;Intelligenza Artificiale rappresenta una delle innovazioni più significative nel campo dell&#8217;istruzione. Tuttavia, per sfruttarne appieno il potenziale, è fondamentale un approccio educativo che valorizzi anche le competenze umane, </strong>come il pensiero critico e la creatività. Infine, ricordiamo che <strong>l&#8217;IA è uno strumento potente, per sfruttarlo al meglio è fondamentale conoscerne l&#8217;utilizzo e le applicazioni. </strong>Solo così sarà possibile integrarla in modo efficace nel proprio percorso di studio e carriera. </p>



<p>InStudio è al tuo fianco per aiutarti a navigare nel mondo dell&#8217;IA e a sfruttarne tutte le potenzialità.</p>



<p><strong>Ti invitiamo a contattarci</strong>&nbsp;per ricevere informazioni sui nostri servizi al numero 339 4876 813 o a&nbsp;<a href="https://www.instudiotrissino.it/contattaci/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">scriverci un messaggio impiegando il form che trovi cliccando su questa pagina</a></p>
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		<title>L&#8217;Adescamento OnLine O Grooming: I Ruoli E Le Conseguenze Per le Vittime</title>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 May 2019 15:19:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADOLESCENTI]]></category>
		<category><![CDATA[pericoli di internet]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
		<category><![CDATA[sexting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;adescamento online viene anche chiamato grooming, verbo inglese che nel tempo ha subito molte trasformazioni semantiche e che oggi indica chiaramente l&#8217;azione di adescare ragazzi e ragazze di minore età soprattutto in rete, in modo ingannevole e con lo scopo finale di abusarne sessualmente. Si tratta quindi di una pratica che ha il suo campo [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>adescamento online</strong> viene anche chiamato <strong>grooming</strong>, verbo inglese che nel tempo ha subito molte trasformazioni semantiche e che oggi indica chiaramente <em>l&#8217;azione di adescare ragazzi e ragazze di minore età soprattutto in rete, in modo ingannevole e con lo scopo finale di abusarne sessualmente.</em></p>
<p>Si tratta quindi di una pratica che ha il suo campo di azione sul web e che oggi come oggi non possiede una definizione unitaria, almeno a livello accademico, anche se nella pratica si tratta di qualcosa di conosciuto dalla maggioranza e i ragazzi e degli adulti di tutto il mondo.</p>
<p>In ogni caso ci sono dei termini che meritano di essere chiariti, prima di parlare dei veri e proprio ruoli che entrano in azione nell&#8217;adescamento online.</p>
<h2>Adescamento Online: Definizioni e Termini</h2>
<p>La prof.ssa <strong>Anne Marie McAlinden,</strong> studiosa del grooming e autrice di numerosi saggi sull&#8217;argomento parla del grooming come un <em>insieme di tecniche di manipolazione e di controllo che vengono messe in atto su un soggetto vulnerabile.</em></p>
<p>Questo accade in diversi contesti che possono essere sociali o interpersonali e lo scopo è quello di generare fiducia o normalizzare dei comportamenti sessuali pericolosi.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è, ovviamente, quello di rendere più semplice lo sfruttamento da parte dell&#8217;abusante.</p>
<p>Per quanto riguarda invece la durata in termini di tempo di queste pratiche <strong>Alisdair A. Gillespie</strong>, docente dell&#8217;Università di Lancaster e autore di numerosi volumi sul cyber crimine, ha messo l&#8217;accento sul <strong>fattore del tempo</strong>, sottolineando che è difficile stabilire quando il processo di adescamento online comincia e finisce. Questo perché il grooming può durare giorni, ma anche anni.</p>
<p>Tracciare un quadro dell&#8217;adescamento online basato sugli studi degli specialisti ci serve per comprendere non solo le sue caratteristiche principali, ma anche la sua terminologia.</p>
<p>Abbiamo compreso che <strong>grooming</strong> <strong>e adescamento online sono termini che si equivalgono</strong>, ma fa parte del processo anche la parola <strong>offenders,</strong> o meglio <strong>child sex offenders</strong> che si usa per indicare gli <strong>autori di reati a sfondo sessuale.</strong></p>
<p>Ora che possediamo una panoramica dei termini e delle definizioni ecco alcuni dati sul fenomeno che possono dimostrarci come l&#8217;adescamento online sia una pratica che ha per soggetti abusanti non solo gli adulti ma anzi, persone di fascia di età inaspettata e soprattutto molto più giovane.</p>
<h3><em>Ma Chi È Davvero l&#8217;Adescatore o Offender?</em></h3>
<p>È convinzione diffusa che l&#8217;Offender sia una persona adulta, solitamente un maschio che finge di essere qualcun altro per adescare soprattutto ragazzine minorenni.</p>
<p>La realtà è parzialmente diversa da questo quadro generale:</p>
<ul>
<li>L&#8217;offender può essere un adulto che si presenta su internet come fosse un ragazzo, contatta la vittima e rimane in attesa di una sua risposta per iniziare la conversazione;</li>
<li>Può essere una persona che sta in agguato nelle chat osservando e valutando le conversazioni altrui, fino a quando individua la sua vittima;</li>
<li>Può essere una donna che mette in atto un abuso più sottile, relazionale , meno esplicito…</li>
</ul>
<p><strong><em>Ma….</em></strong></p>
<ul>
<li><strong>Poche volte l&#8217;offender è l&#8217;adulto sconosciuto che su internet si presenta come se fosse un ragazzo.</strong></li>
<li><strong>Poche volte l&#8217;offender è l&#8217;adulto che mente sulla propria età</strong>, che entra nelle chat, osserva e valuta le conversazioni altrui, fino a quando individua la propria vittima.</li>
<li><strong>Poche volte l&#8217;offender è una donna</strong>, che mette in atto un abuso più sottile, relazionale e meno esplicito.</li>
</ul>
<p><a href="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/05/grooming.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1022" src="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/05/grooming.jpg" alt="" width="600" height="400" srcset="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/05/grooming.jpg 600w, https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/05/grooming-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p>Dati rivelano che<strong> solo una piccola percentuale degli offender racconta di essere più giovane di quello che realmente è</strong>. E questo perché come afferma sempre la studiosa McAlinger siamo di fronte al cosiddetto <strong><em>peer-to-peer grooming</em></strong>, ossia all&#8217;abuso ad opera di &#8216;<em>pari</em>&#8216;, in questo caso adolescenti che adescano altri adolescenti.</p>
<p>I dati relativi al 2015 rivelano infatti che tra il 30% e il 50%, gli abusi vengono messi in atto da adolescenti, soprattutto maschi, che non hanno motivo di mentire sulla loro età.</p>
<p><em><strong>Come Inizia L&#8217;Adescamento OnLine?</strong></em></p>
<p>L&#8217;adescamento online inizia molto spesso con la pratica del <strong>sexting</strong>, in cui le giovani ragazze vengono adescate e quindi costrette ad avere rapporti sessuali durante il primo incontro off line.</p>
<p><em>Dove accade?</em> Solitamente<strong> a casa dell&#8217;abusante</strong>, il luogo dove vengono messe in atto strategie manipolative e comportamenti di grooming.</p>
<p><strong><em>Il grooming on line facilita gli offenders?</em></strong></p>
<p>Sì, ovviamente.</p>
<p>Gli offender, o abusanti, mirano a rendere più semplice possibile l&#8217;abuso sessuale e il grooming è lo strumento che permette loro di:</p>
<ul>
<li>riuscire ad avere maggiori informazioni sulle loro vittime consultando database online spesso facilmente accessibili e numericamente abbondanti;</li>
<li>mascherare la loro identità più facilmente;</li>
<li>tenere segreta con più facilità la relazione;</li>
<li>non avere limitazioni di accesso e di tempo;</li>
<li>essere più selettivi rispetto alla scelta della loro vittima e al contempo adescare più vittime nello stesso momento.</li>
</ul>
<h4><strong>Le Conseguenze dell&#8217;Adescamento Online</strong></h4>
<p>Le conseguenze sulle persone abusate sono molteplici.</p>
<p>Fra quelle a lungo termine riscontrate nelle vittima sono state rilevate soprattutto <strong>ostilità</strong> e <strong>rabbia,</strong> <strong>bassi livelli di autostima</strong>, senso di <strong>frustrazione, confusione,</strong> ma soprattutto <strong>colpa di avere provocato la molestia oppure l&#8217;abuso.</strong></p>
<p>Analizzando invece le reazioni delle vittime a breve termine si tratta di reazioni minime o anche nulle: affermano di non essersi spaventate, ed è proprio questa incapacità di valutare la situazione che è decisamente allarmante.</p>
<h4><strong>I Fattori Di Rischio</strong></h4>
<p>Sono stati individuati alcuni fattori di rischio che accomunano i comportamenti di grooming, fra cui:</p>
<ul>
<li><strong>L&#8217;esclusività</strong>: in questa fase l’offender introduce &#8216;<em>l’idea del migliore amico</em>&#8216; ovvero si pone come tale nei confronti della vittima e si pone nei suoi confronti come una persona che comprende ciò che gli sta accadendo. Per guadagnare fiducia l&#8217;offender si mostra emotivamente vicino e disponibile nel caso in cui il ragazzo avesse voglia di parlare dei suoi problemi.</li>
<li><strong>La Sessualità</strong>: si tratta della fase centrale del processo di grooming che può essere introdotta da domante del tipo: <em>“Hai mai baciato qualcuno?”</em> oppure “ <em>Non ti sei mai toccato/a”</em>? (Citazione O’Connell, 2003, pag.9). Considerando la fiducia che può essersi instaurata nella prima fase di esclusività e la condivisione che nasce fra offender e vittima, queste domande non appaiono strane ma innocue.</li>
</ul>
<p>Alcune ricerche, in particolare quella di Mitchell, Finkelhor e Wolak datata 2007 ritengono <strong>un importante fattore di rischio l’avere avuto esperienze pregresse di abuso fisico o sessuale</strong> in quanto le vittime possono essere più vulnerabili, isolate e depresse.</p>
<p>Altro fattore di rischio è legato alla <strong>personalità dei ragazzi</strong>, in particolare la personalità <strong><em>sensation seeking</em></strong>, ovvero sempre alla ricerca costante di sensazioni.</p>
<p><a href="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/05/adescamento.jpg"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-1023" src="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/05/adescamento.jpg" alt="" width="600" height="400" srcset="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/05/adescamento.jpg 600w, https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/05/adescamento-300x200.jpg 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p>Per i giovani aventi già problematiche familiari o di socializzazione internet può diventare un luogo di rifugio, non solo in termini di attività che possono essere svolte con altre persone della stessa età, come ad esempio i giochi online o la condivisione social, ma di un posto dove poter condividere i propri sentimenti e le proprie emozioni.</p>
<p>Al contempo, per sua natura il web permette alle persone di costruirsi delle identità parzialmente o totalmente false, che possono essere mantenute anche per lunghi periodi di tempo.</p>
<p>E considerando che l&#8217;adescamento online può avere tempi diversi, variabili da pochi giorni a periodi più lunghi, la fiducia della vittima nei confronti dell&#8217;offender può maturare, arrivando ad essere totale.</p>
<h4><strong>Il Grooming È un Fenomeno Destinato a Crescere?</strong></h4>
<p>A tal proposito ci sono dei dati incoraggianti.</p>
<p>Studi longitudinali, eseguiti nei quinquenni 2000-2005-2010 rivelano che<strong> il grooming on line è in calo soprattutto nella fascia di età tra i 10-12 anni.</strong> <strong>Non è così per i giovani tra i 16-17 anni</strong> dove l’offender non ha più di 25 anni e non è uno sconosciuto.</p>
<p>Il trend sembra in termini generali essere discendente e per noi si tratta di un dato incoraggiante.</p>
<h4><strong>Come Ci Si Difende Dal Grooming?</strong></h4>
<p>Vi è uno strumento che permette agli adolescenti di difendersi dall&#8217;adescamento online e allo stesso tempo di contrastarlo in termini globali e si tratta dell<strong>&#8216;informazione.</strong></p>
<p><strong>L&#8217;adescamento online si combatte con l&#8217;informazione</strong>, perché conoscendo quali sono i rischi dell&#8217;aprirsi in rete con degli sconosciuti, gli adolescenti possono evitare determinati comportamenti a rischio.</p>
<p><strong><em>L&#8217;informazione non deve essere orientata al proibire, ma al comprendere e all&#8217;aiutare i ragazzi a difendersi da soli.</em></strong></p>
<p>Deve fornire dati e risposte e riuscire a dare un volto agli offender almeno in termini generali, soprattutto in relazione ai numeri più recenti che dimostrano come &#8216;l&#8217;orco cattivo&#8217; non sia sempre un adulto mascherato da ragazzino ma anzi, un adolescente o un ragazzo che utilizza l&#8217;adescamento online per compiere abusi sessuali sui suoi coetanei.</p>
<p>Ecco che il <a href="http://www.instudiotrissino.it/ti-presentiamo-il-progetto-sexteen/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Progetto SexTeen</strong></a> si impegna a diffondere la <strong>corretta informazione in merito a questo argomento</strong> e a molti altri temi legati alla sessualità degli adolescenti.</p>
<p>Ti invitiamo a <strong>visitare il <a href="https://www.youtube.com/channel/UCir6wHQ5uNY-Tlj5fmuUMMw" target="_blank" rel="noopener noreferrer">canale ufficiale YouTube del progetto</a></strong> dove puoi trovare video specifici, realizzati da esperti che affrontano argomenti diversi e che abbiamo ordinato per comodità e chiarezza in apposite playlist.</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/channel/UCir6wHQ5uNY-Tlj5fmuUMMw/playlists" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Puoi consultarle subito cliccando su questo link.</strong></a></p>
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		<title>Ti Presentiamo Il Progetto SexTeen</title>
		<link>https://www.instudiotrissino.it/ti-presentiamo-il-progetto-sexteen/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Jan 2019 16:50:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADOLESCENTI]]></category>
		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
		<category><![CDATA[sessualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo sai che il 30-50% degli abusi online è perpetrato da adolescenti e non da adulti? Cosa succede nelle ragazze e nei ragazzi durante la prima volta? Ti è mai capitato di ricevere immagini delle parti intime di qualcuno o di inviarle? Il fondamento per riconoscere un uomo e una donna è naturale, è culturale, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.instudiotrissino.it/ti-presentiamo-il-progetto-sexteen/">Ti Presentiamo Il Progetto SexTeen</a> proviene da <a href="https://www.instudiotrissino.it">Instudio trissino</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure><iframe width="1170" height="658" src="https://www.youtube.com/embed/dBWFd4NETns" allowfullscreen=""></iframe></figure>



<p><em>Lo sai che il 30-50% degli abusi online è perpetrato da adolescenti e non da adulti?</em></p>



<p><em>Cosa succede nelle ragazze e nei ragazzi durante la prima volta?</em></p>



<p><em>Ti è mai capitato di ricevere immagini delle parti intime di qualcuno o di inviarle?</em></p>



<p><em>Il fondamento per riconoscere un uomo e una donna è naturale, è culturale, è oggettivo oppure è linguistico?</em></p>



<p>A domande come questo rispondono gli esperti dell&#8217;innovativo <strong>progetto SexTeen</strong>, nato nel <strong>centro InStudio</strong> nel quale <strong>Anna Ferrari</strong>, psicologa e <strong>Daniela Ferrari,</strong> founder, lavorano e che vuole parlare di sessualità agli adolescenti.</p>



<p>Con un approccio diverso, altamente innovativo per
il panorama italiano e non solo.</p>



<h2 class="wp-block-heading">Le Origini Del Progetto SexTeen </h2>



<p>L&#8217;avvento del web e la diffusione massiva dei
social network ha sicuramente portato benefici tangibili nella nostra
vita di tutti i giorni.</p>



<p>Ma allo stesso tempo un uso così globale, continuo in termini di tempo e massivo della rete ha aperto le porte ad un <strong>modo di cercare informazioni &#8216;alternativo&#8217;</strong>, apparentemente semplice e alla portata di tutti.</p>



<p>La facilità di ricerca ha permesso alle persone di parlare, discutere e riflettere temi che fino a pochi anni fa erano <em>&#8216;fuori dai giochi&#8217;&nbsp;</em>o&nbsp;considerati&nbsp;<em>tabù</em> come ad esempio la sessualità.</p>



<p>E di conseguenza gli utenti possono oggi reperire un&#8217;abbondante quantità di informazioni su uno specifico argomento con pochi click.</p>



<p>Ma la rete ha mostrato nel tempo quelle che sono le sue <strong>due facce</strong>, quella <strong>buona</strong> legata all&#8217;<strong>informazione di alto livello </strong>e quella decisamente <strong>meno buona</strong>, legata ad un <strong>uso improprio della sessualità</strong> come, ad esempio la diffusione di video pornografici o l&#8217;adescamento in rete.</p>



<p>Perché oggi, proprio in questo momento, un
singolo messaggio, una singola foto o un singolo video possono
raggiungere un pubblico di proporzioni enormi in una manciata di
secondi.</p>



<p>E non si tratta certo di un<em> j&#8217;accuse</em>, ma di una presa di coscienza e di conoscenza, perché <strong>la viralità del web può far nascere dei rischi tangibili, soprattutto per i ragazzi che stanno vivendo il periodo dell&#8217;adolescenza.</strong></p>



<p>Questi rischi possono trovare terreno fertile nella mancata conoscenza dei temi legati alla sessualità da parte dei giovanissimi e diffondere <strong>comportamenti scorretti quando non pericolosi </strong>per gli stessi ragazzi, che rischiano di trovarsi in balia di una pioggia torrenziale di informazioni spesso fuorvianti o figlie delle mode del momento.</p>



<p>E che possono spingerli ad adottare pensieri
sbagliati, a compiere gesti sbagliati e a pensare alla sessualità in
modo sbagliato.</p>



<h3 class="wp-block-heading">Il Rischio da Paralisi Di Informazione </h3>



<p>Spesso chi naviga in rete sfocia nella cosiddetta <strong>paralisi da informazione</strong>, uno stato di cui ancora poco si parla ma che si verifica molto più spessi di quanto pensiamo.</p>



<p>Le informazioni su un certo argomento disponibili in rete possono infatti essere<strong> talmente abbondanti che chi le trova non sa più quale è buona e quale non lo è, fa confusione e perde il potere di giudizio.</strong></p>



<p>Con il risultato che <strong>la ricerca rischia di arenarsi </strong>e l&#8217;argomento non viene approfondito, anzi, lasciato perdere perché la stessa sete di conoscenza viene paralizzata da un eccesso di informazioni disponibili.</p>



<p>Questa è solo una delle cause della <strong>mancata raccolta di buone informazioni in rete</strong>, alla quale si aggiunge la <strong>disponibilità molto spesso di notizie fuorvianti</strong>, <strong>sbagliate</strong>, <strong>incomplete</strong> o <strong>arrangiate</strong> nel modo in cui vengono esposte e argomentate.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/01/sesualita-1024x691.jpeg" alt="sessualità" class="wp-image-952"/></figure>



<p><strong><em>E Poi C&#8217;è La Vita Reale</em></strong></p>



<p>Al mondo del web si lega quindi la vita reale,
quella fatta di dialoghi, sentimenti, espressioni.</p>



<p>Di dubbi esposti e di dinamiche visibili, di
difficoltà e di bisogni.</p>



<p>Dall&#8217;osservare e dal cogliere tutto questo, frutto del lavoro quotidiano a contatto con i ragazzi e dalla loro osservazione fatto presso InStudio, è nato il <strong>progetto</strong> <strong>SexTeen</strong>.</p>



<p>La vita di ogni giorno a contatto con i problemi, i pensieri, le riflessioni degli stessi ragazzi è diventata la base per <strong>plasmare uno strumento di cui la società e i ragazzi stessi hanno bisogno per poter trovare l&#8217;informazione che cercano in materia di sessualità.</strong></p>



<p>Il progetto è stato premiato al Premio Innovazione Psicologia 2017, riconoscimento organizzato dall’Ordine degli Psicologi del Veneto, che si propone di  valorizzare la professione con la realizzazione di progetti ad elevato contenuto innovativo. <a href="http://www.instudiotrissino.it/premio-innovazione-psicologia-2017/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Puoi approfondire tutti i dettagli del premio e dell'evento in questo articolo. (si apre in una nuova scheda)">Puoi approfondire tutti i dettagli del premio e dell&#8217;evento in questo articolo.</a></p>



<p><strong><em>E La Comunicazione In Famiglia?</em></strong></p>



<p>La comunicazione fra genitori e ragazzi in tema di
sessualità è oggi difficile.</p>



<p>Ma del resto lo è sempre stata, dalla notte dei
tempi.</p>



<p>La tendenza delle famiglie può infatti andare verso<strong> tre direzioni</strong>, la prima e più auspicabile è quella del <strong>dialogo</strong>, dello spiegare con pazienza e con amore quali sono gli scenari della sessualità e quali sono i rischi e pericoli che questa sfera porta con sé.</p>



<p>La seconda è quella dell&#8217;<strong>evitare di parlarne</strong>, in assoluto.</p>



<p>Evitare l&#8217;argomento per ragioni di imbarazzo,
anche di stessa inconsapevolezza die genitori e per ragioni storico
culturali che lasciano l&#8217;istruzione dei figli su questo argomento
alle esperienze, alla società, agli amici.</p>



<p>La terza è quella <strong>direttiva</strong>, quella che si impone con il <em>&#8216;non devi fare, non devi ascoltare, non devi essere così&#8217;.</em></p>



<p>Se la prima è oggettivamente rara la seconda e la
terza sono più comuni di quanto possiamo immaginare e creano terreno
fertile all&#8217;incomprensione dei ragazzi, ad una mancata informazione
che può metterli di fronte, di conseguenza, ad una mancata
conoscenza dell&#8217;argomento.</p>



<p>E ancor peggio la terza modalità si lega ad un
atteggiamento direttivo può far nascere comportamenti di ribellione,
spesso opposti a quelli indicati e che si legano a dinamiche di
disobbedienza familiare o al pensare che ciò che dicono i genitori
non è giusto. È vecchio e fuori moda, quindi non va fatto.</p>



<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow"><p>Ma il dialogo con i giovani non è solo auspicabile, è possibile.</p></blockquote>



<p>Il dialogo può attivare la curiosità e la
curiosità può attivare la ricerca di conoscenza.</p>



<p>Conoscenza che può essere nutrita con la giusta informazione che il <strong>progetto SexTeen</strong> si propone di dare ai ragazzi sui temi della sessualità, oggi.</p>



<p>Conoscenza che può essere approfondita grazie
allo sportello di ascolto a cui i ragazzi possono rivolgersi in
modalità anonima e che si trova attivo nel relativo sito web.</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" src="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/01/informazione-sulla-sessualita-1024x683.jpeg" alt="informazione-sulla-sessualità" class="wp-image-951"/></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Lo Scopo Del Progetto SexTeen</h3>



<p>La domanda sorge ora spontanea, come sottolinea Michele Lucivero collaboratore del progetto nello <a href="https://www.vicenzapiu.com/leggi/i-giovani-e-il-sesso-nellera-dei-social-col-progetto-sexteen-sinergia-di-professionalita-vicentine-e-molfettesi/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="splendido articolo disponibile a questo link (si apre in una nuova scheda)">splendido articolo disponibile a questo link</a>.</p>



<p><em><strong>Cosa dovrebbero sapere i giovani sul sesso che non sanno già?</strong></em></p>



<p>Ormai tutto è già lì, a portata di click, quindi <em><strong>è proprio necessario istruirli sulla sfera della sessualità, su quello che dovrebbero o non dovrebbero fare?</strong></em></p>



<p>La risposta è sì e trova il suo senso proprio nella natura e nello scopo del progetto SexTeen: <strong>informare i ragazzi con cura attraverso gli strumenti che il web mette a disposizione, permettendo loro di fare chiarezza sui vari argomenti in tema di sessualità.  </strong></p>



<p>Mettendoli al corrente che i rischi esistono e che non si tratta della &#8216;<em>predica</em>&#8216; che possono sentirsi fare dai genitori a seguito dell&#8217;ultima news sulla diffusione di video pornografici fra ragazzi o sulla notizia degli adescamenti online scoperti dalla polizia della propria città.</p>



<p>La parola va in questo caso agli <strong>esperti</strong>, a persone che sanno esporre i temi con chiarezza e con completezza perché li conoscono e li vivono ogni giorno, da dentro.</p>



<p>A persone che sono in grado di far capire anche
gli argomenti più intimi e speciali grazie ad una visione esterna,
slegata dalle dinamiche familiari quindi neutra, abile nel
raggiungere i ragazzi e nel dare loro un&#8217;informazione che sono liberi
di ascoltare senza preconcetti di sorta.</p>



<p><strong><em>Chi Opera Al progetto SexTeen?</em></strong></p>



<p><strong>Esperti</strong>.</p>



<p>Che mettono a disposizione dei ragazzi la loro
conoscenza, il loro sapere e il loro punto di vista e lo fanno in
modo spassionato, senza voler imprimere una propria verità ma
lanciando input preziosi a chi sta cercando informazioni sulla sfera
della sessualità, oggi.</p>



<p>Filosofi, storici dell&#8217;arte, cineasti, ostetrici,
avvocati, linguisti, psicologi ed educatori.</p>



<p>E la lista è lungi dall&#8217;essere completa, perché <strong>SexTeeen è un progetto in continua evoluzione</strong>, che sta di casa a Trissino presso la sede di InStudio, ma che ha un vero e proprio respiro nazionale.</p>



<p>Una scommessa e una straordinaria sfida interculturale e interdisciplinare, aperta a chi vuole collaborare e con le ali spiegate verso la sua diffusione nelle scuole nazionali, dove può trovare una voce ancor più ampia e diretta con il pubblico a cui è dedicato.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="600" height="477" src="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/01/progetto-sexteen.jpg" alt="progetto sexteen" class="wp-image-950" srcset="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/01/progetto-sexteen.jpg 600w, https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2019/01/progetto-sexteen-300x239.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>



<h3 class="wp-block-heading">Dove Trovare Il Progetto Sexteen</h3>



<p><strong>Il progetto SexTeen parla la lingua dei giovani ed è diretto a loro.</strong></p>



<p>Per questo la diffusione è sui social nework, in
particolare sui canali:</p>



<p><a href="https://www.facebook.com/Progetto-SexTeen-813210642222291/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Facebook (si apre in una nuova scheda)">Facebook</a></p>



<p><a href="https://www.youtube.com/channel/UCir6wHQ5uNY-Tlj5fmuUMMw" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="YouTube (si apre in una nuova scheda)">YouTube</a></p>



<p><a href="https://www.instagram.com/progetto_sexteen/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="Instagram (si apre in una nuova scheda)">Instagram</a></p>



<p>E il progetto SexTeen conta un sito dedicato con <a href="https://www.progettosexteen.it/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" aria-label="video-blog che puoi trovare a questo link. (si apre in una nuova scheda)">video-blog che puoi trovare a questo link.</a></p>



<p>Ti invitiamo a scoprirlo e a farlo scoprire ai diretti interessati: i ragazzi che stanno vivendo il periodo dell&#8217;adolescenza e che meritano di diventare delle persone adulte il più possibile informate e consapevoli, sulla sfera della sessualità e su tutto ciò che la circonda.  </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.instudiotrissino.it/ti-presentiamo-il-progetto-sexteen/">Ti Presentiamo Il Progetto SexTeen</a> proviene da <a href="https://www.instudiotrissino.it">Instudio trissino</a>.</p>
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		<title>No, il Metodo di Studio Buono per Tutti Non Esiste</title>
		<link>https://www.instudiotrissino.it/metodo-di-studio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 15 Mar 2018 17:53:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADOLESCENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CORSI]]></category>
		<category><![CDATA[GENITORI]]></category>
		<category><![CDATA[apprendimento]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[metodo]]></category>
		<category><![CDATA[riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pensa ad una riunione di lavoro tra professionisti in giacca e cravatta e tailleur. C’è chi scrive appunti a manetta, c’è chi ascolta e basta, c’è chi continua a fare domande, c’è chi non riesce a stare fermo sulla sedia. C’è chi deve andare in bagno o uscire con qualche scusa, c’è chi scarabocchia, c’è [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align: justify;">Pensa ad una riunione di lavoro tra professionisti in giacca e cravatta e tailleur.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è chi scrive appunti a manetta, c’è chi ascolta e basta, c’è chi continua a fare domande, c’è chi non riesce a stare fermo sulla sedia.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è chi deve andare in bagno o uscire con qualche scusa, c’è chi scarabocchia, c’è chi giocherella, c’è chi chiacchiera col vicino.</p>
<p style="text-align: justify;">C’è il distratto ma che poi si ricorda tutto e c’è quello che sembra attento ma in realtà non sta capendo un bel niente.</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">Ognuno ha le proprie caratteristiche e, soprattutto, <strong>ognuno ha il suo metodo per stare attento e per ricordare</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco perché quando ci chiedono <strong>perché non organizziamo dei corsi a gruppi sul Metodo di Studio</strong> nel nostro centro, rispondiamo, semplicemente, che<strong> non esiste un metodo di studio buono per tutti.</strong></p>
<h2 style="text-align: justify;">Perché non esiste un metodo di studio standard e universale</h2>
<p style="text-align: justify;">Certo, creare un<strong> metodo di studio generale</strong> è possibile, basterebbe raggruppare regole &#8216;universali&#8217;, quindi buone sulla carta e buttare giù uno schema.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma sarebbe <strong>limitante,</strong> oltreché <strong>inutile</strong> per chi lo segue.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo perché <strong>il rischio è di dare indicazioni generali che difficilmente un ragazzo (e anche un adulto) saprà adattare alla sue specifiche caratteristiche.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Se conosci il <strong>Tuo metodo di studio</strong> saprai lavorare e affrontare la<strong> Tua vita</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;esperienza insegna che con gli studenti bisogna fare un lavoro sartoriale, perché ognuno di loro ha misure fisiche, cognitive, mnemoniche diverse.</p>
<p style="text-align: justify;">Imparare a studiare non è un processo fine al rendimento scolastico ma può e deve essere sfruttato per tutta la vita, soprattutto in ambito lavorativo. <strong>Questo perché imparare il metodo di studio significa imparare a conoscersi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Imparando a studiare riconosci quali sono i tuoi punti di forza e i tuoi punti di debolezza.</p>
<p style="text-align: justify;">Imparando a studiare sviluppi l’autoefficacia oltre che l’autostima, ovvero maturi fiducia nella tua capacità di poter cambiare le cose.</p>
<p style="text-align: justify;">Saprai autovalutarti (aspetto spesso carente negli studenti ma anche negli adulti in ambito professionale), riconoscere e saper gestire gli stati d’ansia, causa quest’ultima di andamenti negativi scolastici ma anche lavorativi.</p>
<h3 style="text-align: justify;"><strong>Le mappe non bastano, anzi spesso sono controproducenti per esempio per chi ha difficoltà visuo-spaziali.</strong></h3>
<p style="text-align: justify;">Come non bastano i colori per chi non ha memoria visiva.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensa ad una relazione letta in ambito lavorativo: c’è chi evidenzia, chi cerchia, chi scrive appunti, chi fa disegnini, chi non fa niente…</p>
<p style="text-align: justify;">Sono tutti metodi efficaci ma estremamente personali.</p>
<p style="text-align: justify;">Non basta dire &#8216;<em>Concentrati</em>!&#8217; Perché chi ha difficoltà di attenzione ha bisogno di imparare strategie specifiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Puoi sentirti dire che non basta un’ora per studiare, ma non ne bastano neanche quattro se sbagli l’approccio allo studio.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Studiare con la musica o studiare in silenzio che differenza può fare? Impossibile stabilirlo, è soggettivo.</p>
<p style="text-align: justify;">E tutto questo capita anche nel lavoro.</p>
<p style="text-align: justify;">Pensa ad esempio ai chirurghi, alcuni si concentrano se lavorano con la musica o con il rumore di sottofondo, mentre altri hanno, al contrario, bisogno del silenzio assoluto.</p>
<p style="text-align: justify;">Noi di <strong>InStudio</strong> <strong>lavoriamo di sartoria</strong> perché solo così otteniamo <strong>risultati efficaci</strong> e <strong>duraturi,</strong> perché crediamo che <strong>un metodo di studio universale non esista</strong> o, se esiste, non possa essere efficace per gli studenti, ma anche per gli adulti che desiderano migliorare l&#8217;apprendimento e le performance nel lavoro, così come nella vita di tutti i giorni.</p>
<p style="text-align: justify;">Se desideri contattarci per avere più informazioni <a href="http://www.instudiotrissino.it/contattaci/" target="_blank" rel="noopener">clicca qui.</a></p>
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		<title>ROTFL, o meglio Rolling On The Floor Laughing</title>
		<link>https://www.instudiotrissino.it/problemi-delladolescenza-in-veneto/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Jan 2018 09:30:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADOLESCENTI]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[linguaggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8216;Mi rotolo per terra dalle risate&#8217;: questo significa ROTFL, una delle tante sigle che si trovano nel web e che sono entrate nel linguaggio virtuale dei giovanissimi, e non solo. La domanda di oggi è questa: “Il modo di comunicare modifica lo stesso messaggio, questo si sa, ma quanto?” E ancora: &#8220;I problemi dell&#8217;adolescenza in [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>&#8216;Mi rotolo per terra dalle risate&#8217;</em>: questo significa <strong>ROTFL,</strong> una delle tante sigle che si trovano nel web e che sono entrate nel linguaggio virtuale dei giovanissimi, e non solo.</p>
<p style="text-align: justify;">La domanda di oggi è questa: <em>“Il modo di comunicare modifica lo stesso messaggio, questo si sa, ma quanto?”</em></p>
<p style="text-align: justify;">E ancora: <em>&#8220;I problemi dell&#8217;adolescenza in Veneto (così come in tutta Italia) possono essere analizzati a partire da un&#8217;espressione di uso comune nel web?&#8221;</em></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Turkle,</strong> nel suo libro Alone Together del 2011 racconta 15 anni di ricerca e osservazione dei bambini e delle interazioni degli adulti con la tecnologia.</p>
<p style="text-align: justify;">La sua conclusione è che <strong>stiamo perdendo il senso della voce umana</strong> infatti le inflessioni della voce, le esitazioni e i toni scritti su una schermata difficilmente possono riprodurre l’emozione che viene dall’ascolto della vibrazione delle corde vocali.</p>
<h2 style="text-align: justify;">Problemi dell&#8217;adolescenza in Veneto: amicizia virtuale e amicizia reale</h2>
<p style="text-align: justify;">Anche chi non è del mestiere sente che l&#8217;espressione <strong>ROTFL</strong> e<strong> il vedere e il sentire le risate di un amico che si rotola per terra</strong> sono <strong>due cose difficilmente paragonabili</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Alcune ricerche sostengono che <strong>vivere l’amicizia</strong> in modo pressoché <strong>virtuale</strong> ha <strong>conseguenze negative,</strong> soprattutto per gli adolescenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Beth Doll</strong> dice che gli adolescenti senza amici hanno maggiori possibilità di essere disoccupati, aggressivi e di sviluppare problemi di salute mentale. Questo dato può essere comunque preso in considerazione se si accettano i dati di alcune ricerche che vedono l’emarginalità sociale direttamente proporzionale all’uso di internet.</p>
<p style="text-align: justify;">Secondo altri studiosi, invece, come per esempio <strong>Azmitia</strong> dell’università della California, gli adolescenti si incontrano ancora tanto e parlano molto anche dal vivo. I Valori come lealtà e fiducia sarebbero secondo la studiosa ancora gli stessi di &#8216;un tempo&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Ma allora i problemi dell&#8217;adolescenza in Veneto sono figli di una non comunicazione reale?</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">È difficile dire chi ha torto e chi ha ragione, tuttavia non si può negare il fatto che<strong> l’essere on line ci permette di nascondere più facilmente le nostre emozioni</strong>, soprattutto di tristezza, per inventarci, anche solo qualche volta un’idea di noi vincente.</p>
<p style="text-align: justify;">Si tratta di un comportamento che almeno una volta lo abbiamo fatto tutti, quello di <strong>mostrarci on line come persone felici</strong> e <strong>appagate</strong> anche se non corrispondeva al nostro sentire più intimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ci rendiamo conto di quanto spesso anche gli altri mettano in atto questo nostro tipo di comportamento e quello che ne risulta è <strong>“ansia da social”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Soprattutto negli <strong>adolescenti</strong> la cui identità, come dichiara <strong>Turkle,</strong> non viene plasmata sull’auto esplorazione ma dal modo in cui vengono percepiti dal collettivo on line.</p>
<p style="text-align: justify;">Possiamo quindi parlare di <strong>isolamento sociale,</strong> inteso come uno dei più incisivi <strong>problemi dell&#8217;adolescenza in Veneto</strong>, come <strong>assenza di rete sociale</strong> e di <strong>isolamento emozionale</strong> e come <strong>mancanza di una relazione profonda di attaccamento.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questi sono pericoli che i nostri adolescenti rischiano quando si affacciano al mondo del web.</p>
<p style="text-align: justify;">Per aiutarli, noi adulti, possiamo fare poco ma che diventa tanto. Un esempio per tutti: un abbraccio, ma che sia vero!</p>
<p style="text-align: justify;">Psicologa di Instudio, Anna Ferrari</p>
<p style="text-align: center;">_________________________________</p>
<p><strong>InStudio Trissino</strong> organizza percorsi di <strong>sostegno psicologico per gli adolescenti in Veneto</strong> e per i <strong>genitori.</strong> Per contattare lo studio potete chiamare, scrivere una mail o, semplicemente, <a href="http://www.instudiotrissino.it/contattaci/" target="_blank" rel="noopener">cliccare qui</a> per accedere al form di contatti.</p>
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		<title>Bisogna Saper Compensare: incontro di approfondimento sul tema adolescenti e dislessia</title>
		<link>https://www.instudiotrissino.it/bisogna-saper-compensare-incontro-approfondimento-sul-tema-adolescenti-dislessia/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jul 2017 14:06:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADOLESCENTI]]></category>
		<category><![CDATA[DSA-BES]]></category>
		<category><![CDATA[GENITORI]]></category>
		<category><![CDATA[approfondimento]]></category>
		<category><![CDATA[appuntamenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Instudio Trissino organizza Martedì 18 Luglio una serata di approfondimento sul rapporto adolescenti e dislessia, dall&#8217;evocativo titolo Bisogna Saper Compensare. Molte volte il biennio delle scuole superiori diventa uno scoglio per i ragazzi e per le famiglie. Le ragioni sono molteplici, perché questo &#8216;salto&#8217; può provocare una richiesta di prestazioni diverse da parte della scuola. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.instudiotrissino.it/bisogna-saper-compensare-incontro-approfondimento-sul-tema-adolescenti-dislessia/">Bisogna Saper Compensare: incontro di approfondimento sul tema adolescenti e dislessia</a> proviene da <a href="https://www.instudiotrissino.it">Instudio trissino</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Instudio Trissino</strong> organizza <strong>Martedì 18 Luglio una serata di approfondimento sul rapporto adolescenti e dislessia</strong>, dall&#8217;evocativo titolo<em><strong> Bisogna Saper Compensare</strong></em>.</p>
<p style="text-align: justify;">Molte volte il <strong>biennio delle scuole superiori</strong> diventa uno <strong>scoglio</strong> per i <strong>ragazzi</strong> e per le <strong>famiglie.</strong> Le ragioni sono molteplici, perché questo <strong>&#8216;salto&#8217;</strong> può provocare una richiesta di <strong>prestazioni diverse</strong> da parte della scuola. Queste richieste possono far emergere delle <strong>difficoltà</strong> che non erano prima conosciute e che sono, quindi, <strong>apparentemente nuove.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Anche per le persone che dispongono di una <strong>diagnosi <a href="http://www.instudiotrissino.it/centro-dsa-in-veneto/" target="_blank" rel="noopener">DSA</a></strong> può essere opportuno, in questo momento, <strong>ridefinire con cura e con attenzione l&#8217;uso degli strumenti compensativi.</strong> Il concetto di base è che non si tratta di una scuola &#8216;difficile&#8217; o di una scuola &#8216;sbagliata&#8217;, perché i problemi possono avere una causa e una natura diverse.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;incontro di approfondimento sul <strong>rapporto adolescenti e dislessia</strong> <em><strong>Bisogna Saper Compensare</strong></em> si propone di <strong>analizzare quali sono gli strumenti compensativi adeguati e di sottolineare il fatto che essi non devono essere uguali per tutti. </strong>Le domande sorgono quindi spontanee, ovvero:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8216;Quali strumenti usare?&#8217;</p>
</blockquote>
<p style="text-align: justify;">E ancora:</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8216;Gli strumenti sono sempre utili?&#8217;</p>
</blockquote>
<h2 style="text-align: justify;">Come cambiano i sintomi DSA nell&#8217;adolescenza</h2>
<p style="text-align: justify;">La serata si propone di <strong>affrontare con cura il cambiamento degli strumenti compensativi nell&#8217;età adolescenziale</strong>. I problemi che si pongono all&#8217;orizzonte possono, infatti, interessare il<strong> metodo di trattamento da parte degli insegnanti</strong> dei ragazzi con DSA, in merito all&#8217;età e alla natura del disturbo.</p>
<p style="text-align: justify;">E&#8217; quindi importante <strong>sfatare il mito dell&#8217;insegnate che deve lavorare di più perché in classe vi sono studenti con DSA</strong>, con chiare spiegazioni dei metodi a disposizione e dei corretti sistemi da impiegare.</p>
<p style="text-align: justify;">La serata andrà quindi ad <strong>approfondire l&#8217;argomento degli strumenti compensativi in merito alla memoria di lavoro</strong>, se essa deve essere potenziata e compensata, analizzando e capendo <strong>perché gli audiolibri non sono sintesi vocali</strong> e approcciando la<strong> questione dello studio su testo sintetico oppure originale</strong>, affrontando al contempo il<strong> rapporto fra le vecchie e le nuove tecnologie.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">La serata di approfondimento <em><strong>Bisogna Saper Compensare</strong></em> organizzata da <strong>Instudio Trissino</strong> è aperta a <strong>insegnanti, educatori, genitori</strong> e <strong>studenti</strong> delle <strong>superiori.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Le iscrizioni si chiudono venerdì 15  luglio e il costo è di 10 euro a persona e 15 euro la coppia di genitori.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Per richiedere informazioni o fermare il posto alla serata è possibile chiamare in sede, scrivere una mail all&#8217;indirizzo info@instudiotrissino.it o impiegare il comodo form di contatti presente nel sito.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>BISOGNA SAPER COMPENSARE</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">Adolescenti e dislessia: Dott.ssa Anna Ferrari</p>
<p style="text-align: justify;">Strumenti compensativi: Dott.ssa Daniela Ferrari</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.instudiotrissino.it/bisogna-saper-compensare-incontro-approfondimento-sul-tema-adolescenti-dislessia/">Bisogna Saper Compensare: incontro di approfondimento sul tema adolescenti e dislessia</a> proviene da <a href="https://www.instudiotrissino.it">Instudio trissino</a>.</p>
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		<item>
		<title>Premio Innovazione Psicologia 2017: Instudio 1° classificato!</title>
		<link>https://www.instudiotrissino.it/premio-innovazione-psicologia-2017/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Jun 2017 12:15:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ADOLESCENTI]]></category>
		<category><![CDATA[premi]]></category>
		<category><![CDATA[riconoscimenti]]></category>
		<category><![CDATA[traguardi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>InStudio è felice orgoglioso di comunicare la vittoria conseguita al Premio Innovazione Psicologia 2017, prestigioso riconoscimento conferito dall&#8217;Ordine degli Psicologi del Veneto. Grande gioia e soddisfazione per Instudio Trissino, che è stato proclamato vincitore della II edizione Premio Innovazione Psicologia nella serata del 8 giugno, che si è tenuta presso la splendida cornice dell&#8217;Orto Botanico [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.instudiotrissino.it/premio-innovazione-psicologia-2017/">Premio Innovazione Psicologia 2017: Instudio 1° classificato!</a> proviene da <a href="https://www.instudiotrissino.it">Instudio trissino</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>InStudio è felice orgoglioso di comunicare la vittoria conseguita al Premio Innovazione Psicologia 2017, prestigioso riconoscimento conferito dall&#8217;Ordine degli Psicologi del Veneto.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Grande gioia e soddisfazione per <strong>Instudio Trissino,</strong> che è stato proclamato vincitore della<strong> II edizione Premio Innovazione Psicologia</strong> nella serata del 8 giugno, che si è tenuta presso la splendida cornice dell&#8217;Orto Botanico di Padova.</p>
<p style="text-align: justify;">Il premio, organizzato dall&#8217;<a href="http://www.ordinepsicologiveneto.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ordine degli Psicologi del Veneto</a>, si è proposto di <strong>valorizzare la professione con la realizzazione di progetti ad elevato contenuto innovativo</strong> e ha disposto anche per quest&#8217;anno dodici borse di studio per un valore complessivo di 20mila euro.</p>
<p style="text-align: justify;">L<strong>&#8216;innovazione nella professione di psicologo</strong> può essere considerata come il fulcro di questo concorso, un evento prestigioso e che nell&#8217;edizione precedette è stato inserito come &#8220;best practice&#8221; per l&#8217;imprenditorialità giovanile e premiato ad Atene all&#8217;interno della Rete europea degli enti locali impegnati nelle politiche sociali e occupazionali.</p>
<p style="text-align: justify;">Il risultato conseguito da <strong>Instudio</strong> si inserisce quindi in un <strong>contesto di innovazione globale</strong>, dove la professione si propone vicina alle esigenze delle persone e ai mutamenti che la società mostra giorno dopo giorno. Mutamenti che, nel caso del progetto presentato da Instudio Trissino, <strong>fotografano una realtà legata all&#8217;universo degli adolescenti e al loro approccio con la sfera della sessualità.</strong></p>
<h2 style="text-align: justify;">SEXTEEN: il progetto di Instudio vincitore del Premio Innovazione Psicologia 2017</h2>
<p><div id="attachment_735" style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><a href="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2017/06/premiazione-instudio.jpeg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-735" class="size-medium wp-image-735" src="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2017/06/premiazione-instudio-300x200.jpeg" alt="premiazione Instudio" width="300" height="200" srcset="https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2017/06/premiazione-instudio-300x200.jpeg 300w, https://www.instudiotrissino.it/wp-content/uploads/2017/06/premiazione-instudio.jpeg 600w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><p id="caption-attachment-735" class="wp-caption-text">Un momento del discorso di Anna Ferrari nella serata finale del Premio Innovazione Psicologia 2017 presso l&#8217;Orto Botanico di Padova.</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto vincitore del<strong> premio Innovazione Psicologia 2017</strong> elaborato da <strong>Anna Ferrari</strong> e <strong>Daniela Ferrari</strong> si chiama <strong>SEXTEEN</strong> e si propone di informare a 360° gli adolescenti per farli riflettere sul <strong>tema della sessualità</strong>, con lo scopo scegliere consapevolmente comportamenti riguardanti questa sfera e le tematiche affini, quali le emozioni, la salute, l&#8217;aborto, i valori, il sexting, il rapporto con internet, l&#8217;aggressività tra coppie, l&#8217;omosessualità e molte altre tematiche.</p>
<p style="text-align: justify;">I <strong>veicoli</strong> <strong>di informazione</strong> saranno, in questo caso, i<strong> video caricati sul canale YouTube SEXTEEN</strong> nel quale si confronteranno esperti portando il loro sapere professionale. I moderatori saranno degli <strong>Youtubers,</strong> impegnati a presentare e a commentare le <strong>tematiche attinenti</strong> alla <strong>sfera</strong> della <strong>sessualità.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Questa <strong>scelta</strong> non si propone casuale ma fortemente <strong>meditata,</strong> perché è <strong>legata alla realtà che gli adolescenti vivono ogni giorno</strong> e agli <strong>strumenti preferenziali</strong> che essi impiegano per raccogliere informazioni e per dialogare nelle community on line.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo <strong>scopo</strong> del <strong>progetto SEXTEEN</strong> non è di indottrinare ma di <strong>comunicare,</strong> come più volte ribadito nel toccante discorso che <strong>Anna Ferrari</strong> ha tenuto in fase di premiazione, di <strong>informare</strong> e di formare gli adolescenti alla <strong>libertà di saper scegliere.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Il progetto si propone <strong>strettamente legato alle nuove tecnologie</strong> e coinvolgerò la realizzazione di un&#8217;<strong>app</strong> con <strong>video</strong> e <strong>test.</strong> L<strong>&#8216;app</strong> sarà lo <strong>strumento innovativo</strong> per <strong>eccellenza,</strong> un <strong>veicolo duttile e semplice</strong> da impiegare, ma soprattutto <strong>familiare agli adolescenti.</strong> Grazie al sistema, i<strong> ragazzi potranno rispondere online</strong> a delle domande su alcuni video e posizionarsi in una <strong>classifica,</strong> ricevendo una <strong>medaglia virtuale</strong> che premia la loro conoscenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco che proprio la conoscenza maturata con l&#8217;impiego degli strumenti informatici si propone di toccare gli adolescenti attraverso la loro modalità comunicativa, in un processo di educazione e formazione sdoganato dai metodi più &#8216;classici&#8217;, che possono essere interpretati come obsoleti e &#8216;fuori moda&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il <strong>premio Innovazione Psicologia 2017</strong> rappresenta un <strong>importante traguardo</strong> e una <strong>grande soddisfazione</strong> per <strong>Daniela Ferrari</strong> e <strong>Anna Ferrari,</strong> che potranno ora sviluppare il progetto con una formazione apposita. L&#8217;obiettivo è di <strong>plasmare uno strumento di cui la società ha bisogno</strong>, per superare gli ostacoli comunicativi e <strong>avvicinare,</strong> in modo <strong>leggero, positivo</strong> e <strong>moderno, l&#8217;universo degli adolescenti a quello degli adulti</strong> su una tematica delicata e importante come quella della sessualità.</p>
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		<title>L&#8217;autolesionismo nei giovani: un problema troppo poco affrontato</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Apr 2017 07:37:38 +0000</pubDate>
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<p>L&#8217;<strong>autolesionismo nei giovani</strong> è diffuso fra i ragazzi, soprattutto nella <strong>fascia di età</strong> definita <strong>adolescenziale</strong> dove, secondo gli ultimi dati raccolti, <strong>due ragazzi su dieci praticano tagli o ferite volontariamente sul proprio corpo</strong>. I giovani si tagliano con <strong>lamette,</strong> con <strong>oggetti acuminati</strong> in parti non visibili e spesso visibili del corpo e non succede nulla fino a quando qualcuno se ne accorge. Sicuramente <strong>l&#8217;autolesionismo nei giovani è una forma di espressione del disagio</strong> maturato nel rapporto con i familiari, e gli esperti avvertono: molti sono vittime di bullismo &#8216;fisico&#8217; e di natura cyber.</p>
<p>Ed è proprio la <strong>rete</strong> il <strong>&#8216;non luogo&#8217;</strong> dove l&#8217;<strong>autolesionismo nei giovani</strong> può trovare sfogo e che rischia di diventare terreno fertile per la creazione di <strong>modelli condivisi e diffusi fra gli adolescenti.</strong> A provarlo sono le immagini e i gruppi di Facebook e Instagram dedicati al cutting, ovvero al tagliarsi con lamette, oggetti di acuminati e frammenti di vetro.</p>
<p>Interessante è prezioso è l&#8217;apporto in merito dato da Maura Manca, presidente dell’Osservatorio nazionale adolescenza,che ha approfondito il tema dell&#8217;autolesionismo nel suo volume  <em>Autolesionismo nell’era digitale</em>. La scrittrice lamenta la resistenza a parlare di questo <strong>argomento,</strong> che sembra proporsi come un grande <strong>tabù,</strong> difficile da affrontare soprattutto nelle scuole. La resistenza istituzionale è elevata e, in molto casi, arriva a <strong>non ammettere che il problema esista</strong>, complici le famiglie che spesso non chiedono aiuto perché sono spaventate o mortificate dal fatto che i figli si taglino per provocare ferire volontarie.</p>
<p>Ecco che <strong>il problema dell&#8217;autolesionismo nei giovani deve essere affrontato</strong> e, come è finora accaduto per il <strong>cyber bullismo</strong> e il bullismo in genere. Serve una seria battaglia di conoscenza, una battaglia culturale che possa aprire gli orizzonti del sapere a tutti, ai ragazzi, alle famiglie e agli operatori scolastici.</p>
<p>InStudio opera nell&#8217;aiuto psicologico agli <a href="http://www.instudiotrissino.net/disturbi-delladolescenza-in-veneto/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">adolescenti</a> da anni e propone incontri individuali e di gruppo in merito. Vi invitiamo a contattare lo studio per fissare un primo appuntamento via telefono, mail o impiegando il form di contatti che trovate in questo sito.</p>
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