In questi giorni di giochi olimpici sentiamo continuamente ripetere che le medaglie sono arrivate grazie all’allenamento fisico (tanto allenamento fisico) ma anche grazie alla testa con il cosiddetto allenamento mentale.

Ma cosa c’entrano le Olimpiadi  con lo studio?

Perchè gli sportivi (anche amatoriali) lo sanno che se non ci sei con la testa il fisico non risponde come dovrebbe.

Se ascoltiamo le interviste degli atleti vincitori di medaglie come Marcell Jacobs, Gianmarco Tamberi, Massimo Stano… tutti hanno commentato dicendo che hanno lavorato tanto, fatto sacrifici e che, soprattutto, c’erano con la testa arrivando a ringraziare pubblicamente il loro psicologo sportivo (o mental coach).

Stano ha dichiarato: ‘ho dovuto frenare con gli allenamenti (per un infortunio) e compensare a livello mentale.’

Esserci con la testa vuol dire essere non solo in una condizione di benessere psicologico ma di concentrazione, di capacità di focalizzarsi sulla prestazione in atto e sull’obiettivo che si vuole raggiungere.

Quindi un atleta che arriva a fare le olimpiadi per poter esprimere il suo valore deve esserci con la testa prima di tutto.

Pensiamo ad una atleta talentuosa come Simon Biles che sapeva di non poter dare il massimo nella sua prestazione sportiva perché ‘non c’è con la testa’

“Mi devo concentrare sul mio stato mentale, non voglio mettere a repentaglio la mia salute e il mio benessere” ha dichiarato.

Adnkronos David Lazzari, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi (Cnop), riferendosi alla Biles ha detto:

“Mentre i problemi di salute fisica sono trattati con rispetto, quelli di salute psicologica vengono spesso presentati in modo sensazionalistico, come se fosse un tabù o una debolezza parlarne in pubblico”.

Se vale per gli sportivi a maggior ragione vale per chi studia.

Così per uno studente mentre i problemi legati al metodo di studio sono trattati con rispetto e dichiarati apertamente quelli legati al benessere emotivo e psicologico, come l’ansia o forme depressive, sono spesso un tabù oppure sottovalutate non considerando il peso enorme che hanno sulle prestazioni scolastiche.

Quindi pensiamo ad uno studente che pur avendo studiato non riesce a dimostrare quello che sa nelle verifiche e nelle interrogazioni.

Tenacia, autoefficacia, resilienza, consapevolezza… sono tutte parole che gli sportivi conoscono bene e che gli studenti dovrebbero imparare a conoscere.

Per questo InStudio propone da anni lo Screening agli studenti, un metodo veloce ed efficace per partire o ripartire col piede giusto, per uscire dalle sconfitte, come terapia riabilitativa per superare l’infortunio di un approccio sbagliato con lo studio che a volte si protrae per anni.

Chi studia usa la testa per capire, memorizzare, collegare, criticare, ragionare e questo è paragonabile all’esercizio fisico dell’atleta.

Studiare con metodo

Quindi come un atleta lo studente deve allenarsi con metodo, deve conoscere i suoi punti deboli e soprattutto i suoi punti di forza. In una parola deve conoscere il proprio metodo personale di studio.

Come un atleta lo studente usa la testa per ‘esserci’ nel momento dello sforzo durante lo studio e soprattutto durante la sua prestazione che sarà la verifica o l’interrogazione.

Non bastano ore e ore sui libri se la testa non c’è…

Lo stato emotivo

E’ lo stato emotivo che fa la differenza… Non posso pensare di studiare limitandomi ad imparare a memoria, non posso studiare senza la consapevolezza di quale sia il mio metodo personale di studio.

Come le olimpiadi sono per gli atleti una possibilità per mostrare il loro potenziale, così la scuola e lo studio sono la possibilità data allo studente per mostrare il suo potenziale.

La responsabilità della scuola è quella di far accedere OGNI alunno all’apprendimento perché per OGNI alunno ciò è indispensabile alla propria crescita e alla formazione della propria identità. Lo studio, i compiti per casa non sono solo un dovere ma sono una possibilità. La possibilità di apprendere.

Felicità, emozione, soddisfazione sono negli occhi di chi ha vinto le medaglie.

Felicità, emozione, soddisfazione sono negli occhi degli studenti che riescono a raggiungere il loro traguardo soprattutto se arriva dopo anni di fatica e difficoltà scolastiche.

Pensiamo a quel voto sufficiente arrivato dopo tanto impegno e studio e magari dopo tante insufficienze…

Alla proclamazione di laurea consapevoli di tutto l’impegno e degli anni di studio che ci sono dietro…

Quel ‘Bravo!’ ricevuto dall’insegnante dopo che si siamo impegnati tanto…

….

Ecco perché noi di InStudio lavoriamo da sempre a 360 gradi con gli studenti-persone. Questo approccio che ci caratterizza ha fatto nascere il Sistema di Appredimento InStudio.

Un metodo di apprendimento specifico da noi elaborato e brevettato, vincitore del Primo Premio Nazionale Adriano Olivetti che ha l’obiettivo di prendere in carico lo studente-persona nella sua complessità.

Il sistema supera la concezione della persona-studente come individuo, inserendolo in un contesto più ampio, dove lo scopo è portarlo a raggiungere un cambiamento efficace e soprattutto duraturo, che ha come conseguenza uno studio autonomo e una maggior consapevolezza di se stessi.

Mens sana in corpore sano.

Di questo si occupano i professionisti di InStudio e se vuoi ricevere maggiori informazioni chiamaci al numero 339 4876 813 o scrivici un messaggio cliccando su questa pagina di contatti.