L’adescamento online viene anche chiamato grooming, verbo inglese che nel tempo ha subito molte trasformazioni semantiche e che oggi indica chiaramente l’azione di adescare ragazzi e ragazze di minore età soprattutto in rete, in modo ingannevole e con lo scopo finale di abusarne sessualmente.

Si tratta quindi di una pratica che ha il suo campo di azione sul web e che oggi come oggi non possiede una definizione unitaria, almeno a livello accademico, anche se nella pratica si tratta di qualcosa di conosciuto dalla maggioranza e i ragazzi e degli adulti di tutto il mondo.

In ogni caso ci sono dei termini che meritano di essere chiariti, prima di parlare dei veri e proprio ruoli che entrano in azione nell’adescamento online.

Adescamento Online: Definizioni e Termini

La prof.ssa Anne Marie McAlinden, studiosa del grooming e autrice di numerosi saggi sull’argomento parla del grooming come un insieme di tecniche di manipolazione e di controllo che vengono messe in atto su un soggetto vulnerabile.

Questo accade in diversi contesti che possono essere sociali o interpersonali e lo scopo è quello di generare fiducia o normalizzare dei comportamenti sessuali pericolosi.

L’obiettivo è, ovviamente, quello di rendere più semplice lo sfruttamento da parte dell’abusante.

Per quanto riguarda invece la durata in termini di tempo di queste pratiche Alisdair A. Gillespie, docente dell’Università di Lancaster e autore di numerosi volumi sul cyber crimine, ha messo l’accento sul fattore del tempo, sottolineando che è difficile stabilire quando il processo di adescamento online comincia e finisce. Questo perché il grooming può durare giorni, ma anche anni.

Tracciare un quadro dell’adescamento online basato sugli studi degli specialisti ci serve per comprendere non solo le sue caratteristiche principali, ma anche la sua terminologia.

Abbiamo compreso che grooming e adescamento online sono termini che si equivalgono, ma fa parte del processo anche la parola offenders, o meglio child sex offenders che si usa per indicare gli autori di reati a sfondo sessuale.

Ora che possediamo una panoramica dei termini e delle definizioni ecco alcuni dati sul fenomeno che possono dimostrarci come l’adescamento online sia una pratica che ha per soggetti abusanti non solo gli adulti ma anzi, persone di fascia di età inaspettata e soprattutto molto più giovane.

Ma Chi È Davvero l’Adescatore o Offender?

È convinzione diffusa che l’Offender sia una persona adulta, solitamente un maschio che finge di essere qualcun altro per adescare soprattutto ragazzine minorenni.

La realtà è parzialmente diversa da questo quadro generale:

  • L’offender può essere un adulto che si presenta su internet come fosse un ragazzo, contatta la vittima e rimane in attesa di una sua risposta per iniziare la conversazione;
  • Può essere una persona che sta in agguato nelle chat osservando e valutando le conversazioni altrui, fino a quando individua la sua vittima;
  • Può essere una donna che mette in atto un abuso più sottile, relazionale , meno esplicito…

Ma….

  • Poche volte l’offender è l’adulto sconosciuto che su internet si presenta come se fosse un ragazzo.
  • Poche volte l’offender è l’adulto che mente sulla propria età, che entra nelle chat, osserva e valuta le conversazioni altrui, fino a quando individua la propria vittima.
  • Poche volte l’offender è una donna, che mette in atto un abuso più sottile, relazionale e meno esplicito.

Dati rivelano che solo una piccola percentuale degli offender racconta di essere più giovane di quello che realmente è. E questo perché come afferma sempre la studiosa McAlinger siamo di fronte al cosiddetto peer-to-peer grooming, ossia all’abuso ad opera di ‘pari‘, in questo caso adolescenti che adescano altri adolescenti.

I dati relativi al 2015 rivelano infatti che tra il 30% e il 50%, gli abusi vengono messi in atto da adolescenti, soprattutto maschi, che non hanno motivo di mentire sulla loro età.

Come Inizia L’Adescamento OnLine?

L’adescamento online inizia molto spesso con la pratica del sexting, in cui le giovani ragazze vengono adescate e quindi costrette ad avere rapporti sessuali durante il primo incontro off line.

Dove accade? Solitamente a casa dell’abusante, il luogo dove vengono messe in atto strategie manipolative e comportamenti di grooming.

Il grooming on line facilita gli offenders?

Sì, ovviamente.

Gli offender, o abusanti, mirano a rendere più semplice possibile l’abuso sessuale e il grooming è lo strumento che permette loro di:

  • riuscire ad avere maggiori informazioni sulle loro vittime consultando database online spesso facilmente accessibili e numericamente abbondanti;
  • mascherare la loro identità più facilmente;
  • tenere segreta con più facilità la relazione;
  • non avere limitazioni di accesso e di tempo;
  • essere più selettivi rispetto alla scelta della loro vittima e al contempo adescare più vittime nello stesso momento.

Le Conseguenze dell’Adescamento Online

Le conseguenze sulle persone abusate sono molteplici.

Fra quelle a lungo termine riscontrate nelle vittima sono state rilevate soprattutto ostilità e rabbia, bassi livelli di autostima, senso di frustrazione, confusione, ma soprattutto colpa di avere provocato la molestia oppure l’abuso.

Analizzando invece le reazioni delle vittime a breve termine si tratta di reazioni minime o anche nulle: affermano di non essersi spaventate, ed è proprio questa incapacità di valutare la situazione che è decisamente allarmante.

I Fattori Di Rischio

Sono stati individuati alcuni fattori di rischio che accomunano i comportamenti di grooming, fra cui:

  • L’esclusività: in questa fase l’offender introduce ‘l’idea del migliore amico‘ ovvero si pone come tale nei confronti della vittima e si pone nei suoi confronti come una persona che comprende ciò che gli sta accadendo. Per guadagnare fiducia l’offender si mostra emotivamente vicino e disponibile nel caso in cui il ragazzo avesse voglia di parlare dei suoi problemi.
  • La Sessualità: si tratta della fase centrale del processo di grooming che può essere introdotta da domante del tipo: “Hai mai baciato qualcuno?” oppure “ Non ti sei mai toccato/a”? (Citazione O’Connell, 2003, pag.9). Considerando la fiducia che può essersi instaurata nella prima fase di esclusività e la condivisione che nasce fra offender e vittima, queste domande non appaiono strane ma innocue.

Alcune ricerche, in particolare quella di Mitchell, Finkelhor e Wolak datata 2007 ritengono un importante fattore di rischio l’avere avuto esperienze pregresse di abuso fisico o sessuale in quanto le vittime possono essere più vulnerabili, isolate e depresse.

Altro fattore di rischio è legato alla personalità dei ragazzi, in particolare la personalità sensation seeking, ovvero sempre alla ricerca costante di sensazioni.

Per i giovani aventi già problematiche familiari o di socializzazione internet può diventare un luogo di rifugio, non solo in termini di attività che possono essere svolte con altre persone della stessa età, come ad esempio i giochi online o la condivisione social, ma di un posto dove poter condividere i propri sentimenti e le proprie emozioni.

Al contempo, per sua natura il web permette alle persone di costruirsi delle identità parzialmente o totalmente false, che possono essere mantenute anche per lunghi periodi di tempo.

E considerando che l’adescamento online può avere tempi diversi, variabili da pochi giorni a periodi più lunghi, la fiducia della vittima nei confronti dell’offender può maturare, arrivando ad essere totale.

Il Grooming È un Fenomeno Destinato a Crescere?

A tal proposito ci sono dei dati incoraggianti.

Studi longitudinali, eseguiti nei quinquenni 2000-2005-2010 rivelano che il grooming on line è in calo soprattutto nella fascia di età tra i 10-12 anni. Non è così per i giovani tra i 16-17 anni dove l’offender non ha più di 25 anni e non è uno sconosciuto.

Il trend sembra in termini generali essere discendente e per noi si tratta di un dato incoraggiante.

Come Ci Si Difende Dal Grooming?

Vi è uno strumento che permette agli adolescenti di difendersi dall’adescamento online e allo stesso tempo di contrastarlo in termini globali e si tratta dell‘informazione.

L’adescamento online si combatte con l’informazione, perché conoscendo quali sono i rischi dell’aprirsi in rete con degli sconosciuti, gli adolescenti possono evitare determinati comportamenti a rischio.

L’informazione non deve essere orientata al proibire, ma al comprendere e all’aiutare i ragazzi a difendersi da soli.

Deve fornire dati e risposte e riuscire a dare un volto agli offender almeno in termini generali, soprattutto in relazione ai numeri più recenti che dimostrano come ‘l’orco cattivo’ non sia sempre un adulto mascherato da ragazzino ma anzi, un adolescente o un ragazzo che utilizza l’adescamento online per compiere abusi sessuali sui suoi coetanei.

Ecco che il Progetto SexTeen si impegna a diffondere la corretta informazione in merito a questo argomento e a molti altri temi legati alla sessualità degli adolescenti.

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